Filippo Galli: «Baresi un esempio per il calcio. Mi piacerebbe una sua statua a San Siro»

L’ex rossonero Filippo Gallli ha rilasciato una lunga intervista al Tuttosport per ricordare Franco Baresi. Di seguito le parole di Galli.

Galli sui suoi ricordi di Baresi

«Di quando andavo allo stadio a vederlo, l’anno della stella. Avevo 16-17 anni, mi trovavo in curva o nei distinti, lo ammiravo dagli spalti. Baresi era giovanissimo, ma lui già dimostrava personalità e una grande capacità di tenere il campo a San Siro, alla “Scala del calcio”.’. Poi, col tempo, mi sono ritrovato ad allenarmi e a giocare con lui, abbiamo iniziato a dividere tanto del nostro tempo insieme».

Sull’aver definito il Piscinin come più grande di tutti

«È chiaramente un gioco di parole, però è vero che è stato il più grande di tutti, credo davvero sia stato il giocatore più forte con cui abbia mai giocato. È stato un esempio per tutto il calcio italiano, per quello che ha dimostrato di saper fare, difensivamente era straordinario. Oggi direi che con la capacità di costruire dal basso sarebbe tra i migliori, portava palla senza paura, è stato un giocatore che ha guidato ed è stato un leader con l’esempio, un uomo di poche parole, di tanti silenzi che facevano rumore ed erano proprio suoi. Il suo carisma e la sua personalità erano sempre chiari a tutti. Bastava anche solo un suo sguardo e capivano se dovevamo abbassare i toni».

Sull’essere anche lui prodotto del settore giovanile

«Io sono arrivato più tardi rispetto a lui, avevo 17 anni, tant’è che come le dicevo ho ammirato Baresi e Rivera nell’anno della stella. Ritrovarmi pol accanto a Franco a Milanello, negli allenamenti e a San Siro per me ha significato costruire dei momenti indelebili per me».

Su come è stato il suo passaggio da tifoso a compagno di squadra

«Io l’ho vissuta con grande umiltà, seguendo l’esempio che lui mi dava sul campo, era sempre il primo a presentarsi all’allenamento, interpretava ogni esercizio nel modo giusto, era irreprensibile in tutto. Questo è stato Franco per tutti noi, non solo per me ovviamente, ma per tutti quei giocatori che arrivavano, dai più giovani, a quelli anche più grandi. Rappresentava il “milanismo”, non è andato via, è rimasto anche nei momenti difficili, in Serie B, nonostante sicuramente avesse ricevuto offerte, questo secondo me va sottolineato».

Sul 4-0 al Barcellona in finale

«Sia lui, che “Billy”, erano comunque presenti, vicino alla squadra. Baresi è sempre stato un capitano, allora fu un capitano non giocatore che ci diede la carica necessaria per arrivare al meglio alla gara».

Se è vero che era 30 anni avanti

«Forse sì, nel senso che certamente oltre alle sue qualità difensive, riconosciute da tutti, era un libero che sapeva avanzare palla a piede, non ave. ra paura della pressione che arrivava dall’avversario. Era il primo a costruire l’azione d’attacco. Oggi si parla di costruzione dal basso, la sua era una costruzione più soggettiva, legata a lui e alla sua intraprendenza, al suo coraggio, alla sua capacità e alla sua tecnica funzionale alla squadra».

Sul braccio alzato

«Sì, però le assicuro che il 99% delle situazioni erano tutti fuorigioco che il Var oggi avrebbe dimostrato. Mi conceda una battuta, purtroppo non è riuscito a mettere fuorigioco questa malattia, questo male che l’ha colpito nell’ultimo anno».

Su che persona era fuori dal campo

«Schiva, chiusa direi, però che sapeva comunque stare in compagnia, era uno che giocava a carte, sapeva giocare molto bene a briscola chiamata e a biliardo. Non era “quell’orso” che oggi è stato dipinto, in squadra era molto presente e sapeva fare gruppo. Se era forte a carte? Sì, sì, io restavo fuori. Lui e Damiani si incazzavano quando giocavano e qualcuno non si ricordava le carte (ride, ndr)».

Se avrebbe meritato il pallone d’oro

«Sì, l’ho detto in tempi non sospetti, per me è un pallone d’oro tutta la vita. Bisogne rebbe fare una petizione affinché gli venga assegnato alla carriera. E aggiungo: credo pure che dovrebbe essere eretta una sua statua a San Siro, in suo ricordo, come fanno nel calcio inglese, che omaggia così le icone dei propri club».

Milan: Franco Baresi (Photo Credit: BILDBYR..N / Bildbyran / Sipa USA via IPA Agency)
Milan: Franco Baresi (Photo Credit: BILDBYR..N / Bildbyran / Sipa USA via IPA Agency)

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