In un’era tafazziana del Milan, dove la società crea più problematiche che altro, dove proprietario e senior advisor generano più confusione che opportunità costruttive, c’è un piccolo ma non trascurabile barlume, ed è rappresentato da cinque giovani italiani che quest’estate in tournée potrebbero prendersi parte della scena.
Il Milan e la crescita dei giovani
Se c’è un aspetto su cui insospettabilmente il club si è mosso bene è su alcuni dei prospetti azzurri più interessanti degli ultimi anni. In alcuni casa crescendoli in casa, altre volte con investimenti ragionati.
Guardando alla struttura della prossima stagione, con tre competizioni, serie A, coppa Italia ed Europa League, tra questioni di lista UEFA e necessità oggettiva di allungare le rotazioni rispetto a quest’anno ma senza possibilità di grandi investimenti, è ipotizzabile che possano aver chances di testare il loro livello.
I nomi
Facciamo riferimento ai 2005 Torriani e Zeroli, al 2006 Cissè e ai 2008 Comotto e Camarda. Tutti con percorsi diversi, ma tutti con un talento che andrà misurato dopo le diverse esperienze della scorsa annata, tra club e nazionali under.
Torriani potrebbe esser pronto per far il secondo in rossonero. Zeroli è forse ad una delle ultime finestre per prendersi qualche minuto in prima squadra, dopo 2 anni in prestito secco tra Monza e Juve Stabia.
Cissè dopo una metà stagione stellare col Catanzaro, potrebbe stupire già in massima serie, così come Comotto che ha dalla sua un’enorme personalità che hanno ammirato a La Spezia nonostante la retrocessione. Poi naturalmente c’è Camarda che dopo il prestito non fortunato a Lecce per i problemi fisici, potrebbe allungare il roster attaccanti restando a Milanello.
Il futuro…
Non sappiamo chi sarà la guida tecnica ed è quindi forse presto parlarne, ma questi prospetti, tra porta, centrocampo e attacco, hanno le carte in regola per poter dar una linfa insospettabile, a maggior ragione se vi saranno direttori tecnici e allenatore stranieri, più propensi a concedere spazio a giovani e giovanissimi.
Nella difficoltà oggettiva nella quale versa il Diavolo il coraggio, la spensieratezza e qualche sana abitudini non italiana, potrebbero spingere questi ragazzi a far bene in un contesto magari con meno stereotipi e preconcetti italioti.



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