Pleonastico pensare ancorché dire che tra i migliori in campo di Juventus-Milan avremmo trovato Rabiot e Modric. Match di cartello o no, loro giocano la stessa partita, concreta, seria, applicata. Meno facile era preventivare l’impatto sulla gara di Davide Bartesaghi e Santiago Gimenez.
L’inizio difficile e la crescita: ecco Bartesaghi
Nelle settimane nelle quali si disquisisce sui talenti offensivi italiani Esposito e Camarda, l’esterno mancino 2005 cresciuto nel vivaio rossonero, ha avuto il suo battesimo del fuoco come titolare in uno scontro diretto. Bartesaghi vs Conceicao era un duello da circoletto rosso: la differenza di struttura fisica e l’attitudine alla ricerca costante dell’uno contro uno dell’ala portoghese potevano condizionare addirittura l’andamento della partita, invece dopo le prime battute della prima frazione, Davide ha preso le misure a Chico, limitandone la pericolosità.
Il vero Santi: la prova di Gimenez
Prova importante e non scontata anche di Gimenez. Contro avversari ruvidi ha trovato tempo e spazio per impensierire la Juventus: palla al piede dal cerchio di centrocampo fino alla conclusione, in anticipo di testa sul primo palo, procurandosi il rigore e aprendo anche il gioco da 9 strutturato. Convinzione e condizione in crescita. Lo stesso Allegri a fine gara gli ha fatto i complimenti per la prestazione e anche questa non è una banalità.
Le conferme che vuole Max
In un stagione da un impegno a settimana, con una rosa corta, sapere che il rendimento è in crescita anche da giocatori giovani o giocatori in cerca di conferme, è qualcosa che può spostare gli equilibri. D’altra parte si è inteso quanto Max pretenda da questo gruppo, ma non lo specificherà mai davanti alla telecamere.


