Così vicino nelle ultime settimane, così statico nelle ultime ore. Sta andando così, l’affare Bakayoko. Con il Chelsea che non si smuove dalla propria richiesta ed i rossoneri sempre alla ricerca dei dettagli economici migliori. Durerà a lungo questo tiro e molla? Probabilmente sì. Almeno finché una delle due società non deciderà di schiodarsi dalle proprie condizioni e farà il passo decisivo. La sensazione è che a braccio di ferro alla fine chi dovrà cedere sarà il Chelsea, che nella sua presentazione della nuova rosa non ha inserito il centrocampista francese, segno che, sotto sotto, la sicurezza di piazzarlo prima del cinque ottobre ci sia. E ad oggi, al di là dei rossoneri che godono del sì del giocatore, non ci sono altri interessi così forti. Ma ad ogni modo, analizziamo i pro e i contro di questa fitta operazione.
Bakayoko al Milan, i pro
Non è così difficile capire i vantaggi che porterebbe l’affare Bakayoko. Più che in altre stagioni, la Serie A che inizierà il 19 settembre comprenderà club molto attrezzati, soprattutto a centrocampo, e i muscoli del francese in questo senso sono indispensabili. E considerando tutte le competizioni, innesti come lui in grado di garantire affidabilità sono sempre ottime idee. Tiemoué conosce l’ambiente, conosce il campionato e per questo si tratta di “usato sicuro” che mister Pioli potrebbe inserire in gruppo in tempi relativamente brevi, soprattutto qualora facesse coppia con Frank Kessie come nella stagione 2018/2019. È un nome che accende i cuori dei tifosi, già surriscaldati da Ibra, Diaz e Tonali. Un giocatore che ritroverebbe stima ed affetto. Infine, nel bilancio di quest’anno peserà molto poco, dato il prestito oneroso che dovrebbe aggirarsi attorno ai tre milioni di euro.

Bakayoko al Milan, i contro
E se l’affare non decolla, il motivo principale è la cifra di riscatto. Una somma che i rossoneri dovranno versare, in caso, nell’estate 2021. E con i 25 milioni attesi nelle casse del Brescia nel medesimo periodo, è ovvio che il fondo Elliott punta ad assicurarsi Bakayoko alla condizioni migliori. Un diritto di riscatto fissato a 30 milioni di euro significa che i ricavi dovranno essere particolarmente alti, ad ogni modo figli di una qualificazione alla Champions League. Abbiamo questa certezza? Non ancora. Per questo una cifra sostanziosa di riscatto potrebbe comportare la stessa situazione di due anni fa. C’è poi la questione ingaggio. Bakayoko accetterebbe una riduzione dello stipendio a 3 milioni netti per la prima stagione, ma qualora venisse confermato, vorrebbe un aumento. E con Kessie, Tonali e Bennacer è difficile che il francese scenda in campo come un tempo, perciò un ingaggio così alto non sarebbe proporzionale all’impiego nel rettangolo di gioco. Ricordiamo che l’abito che Pioli vuole cucire attorno al Milan e ad Ibra è il 4-2-3-1, quindi saranno disponibili due maglie per quattro giocatori. Bakayoko potrebbe ritrovarsi a stare in panchina per 90’ in alcune partite, riuscirà a mandare giù questo boccone? Difficile che Pioli proponga spesso un centrocampo a tre. In primis perché Calhanoglu perderebbe la sua posizione sulla trequarti. E poi, anche se il tecnico decidesse di schierare un 4-3-1-2, il Milan ne perderebbe in ampiezza con Rebic e Castillejo, due punti fondamentali del post lockdown. Ma non facciamoci ingannare da tutto questo. Senza dubbio l’arrivo di Baka è un buon colpo, dovrà essere mister Pioli in grado di gestire tanto materiale umano. Difficile, ma le abilità si vedono anche in queste situazioni, e il mister ha già dato prova di saperci fare.


