Rebic titolare anche contro la Juventus, questa volta dietro l’unica punta Ibrahimovic. La sensazione comune riporta ad un concetto che ormai è una costante nel Milan: è difficile escludere Rebic, impossibile farlo per Ibrahimovic. Sono loro due le sorprese di questa stagione, il primo è la scoperta vera, oltre che il prodotto ricercato del primo. Rebic ha infatti stupito tutti, dopo un avvio in punta di piedi è ora il faro della squadra. In qualsiasi posizione del campo. Dopo aver giocato da seconda punta, da unico attaccante in assenza di Ibra, ora abbiamo una versione di un Rebic brillante anche nel tridente dietro la punta. Un jolly che sta diventando qualcosa di più, con il vizio della rete che non sembra voler abbandonare il nostro numero 18.
Un gol di Rebic significa ora nomalità, anche da subentrato dalla panchina. Il ragazzo ha talento, lo si è visto non appena Pioli ha riposto una dose imponente di fiducia su di lui. Motivato e con responsabilità definite sulle spalle, il croato ha quindi messo in mostra ciò che teneva probabilmente nascosto. La strada è ora quella della continuità, in attesa di apprendere dettagli circa il futuro di Zlatan Ibrahimovic. Senza lo svedese, infatti, sarebbe proprio Rebic l’unico riferimento davanti. È lui l’uomo del 2020, ormai ci sono pochi dubbi. Una media gol che dice tanto dello stato fisico e mentale del giocatore, che ora merita la conferma in rossonero.
È difficile infatti immaginare un giocatore così determinante in numerose zone del campo. Da prima punta ha garantito un riferimento costante, sempre puntale e uno scarico per le idee offensive della squadra. Da seconda punta, al fianco di Ibra ha permesso allo svedese di impostare e gestire la squadra da dietro, con la garanzia di una punta di riferimento davanti. Dietro a Ibra, stesso discorso: una punta che spesso si alterna, con il 21 che fa il lavoro sporco, pronto a riprendersi la sua posizione davanti a tutti. Tutto, sotto il segno costante di Ante Rebic.

