Arsenal, Liverpool, Perth Glory, Leeds e Chelsea ci hanno dato un assaggio di quello che si appresta ad essere il Milan 25/26. Un Milan non ancora perfetto, com’è naturale che sia, ma certamente identitario. In queste prime cinque gare non è possibile dare un giudizio completo al risultato, mentre per quanto riguarda la prestazione è già chiara la mano dell’allenatore.
Nelle partite contro le top inglesi, specie col Liverpool e col Chelsea dopo l’inferiorità numerica, si è vista la caratteristica principale di una squadra di Allegri, l’organizzazione difensiva. Questo non significa che Maignan e compagni siano stati impeccabili, ma a differenza della scorsa stagione, tanto criticata per le leggerezze difensive, questa volta il lavoro della settimana è stato riproposto davvero. Spesso si è vista la linea a cinque lì dietro supportata da tre o quattro centrocampisti, con un solo riferimento avanzato pronto a ripartire. Ciò che ha fatto molto bene Leao contro i Reds, creando moltissimi pericoli a campo aperto assieme a Saelemaekers e Loftus-Cheek.
Ma non solo. Contro le inglesi si sono visti sprazzi di buon calcio, con ottime combinazioni nello stretto, com’è stato ieri nell’azione Leao-Saelemaekers oppure nello sviluppo che ha portato Fofana a tu per tu con Sanchez. Buoni segnali, considerando la grande tecnica sulla quale può contare Allegri a centrocampo. Contro le squadre “piccole” sarà un fattore.
A tratti si è potuto apprezzare un pressing organizzato, ad esempio nel quarto gol rifilato al Liverpool ma non solo. Certamente c’è molto da migliorare. Le défaillance difensive, così come la copertura del campo in ampiezza, che ha messo parecchio in difficoltà i rossoneri nei primi minuti di ieri pomeriggio. Ma la strada è quella giusta. La personalità c’è, così come l’identità. Il Milan è tornato ad essere squadra.


