Contro il Liverpool si è vista la mano di Allegri: ma la missione di Max è appena cominciata

Per discutere di sistemi di gioco e di tattiche c’è tempo, e non certo due amichevoli estive a poter dare una risposta definitiva, ma il bel successo contro il Liverpool ieri ad Hong Kong ha detto che il Milan ha mostrato intensità, determinazione, attenzione difensiva e tanta corsa. Caratteristiche, queste, che sono mancate nelle stagioni post-Scudetto. Il Milan sembra a suo agio quando si può difendere a linee serrate e poi ripartire con giocatori che si esprimono al meglio in ripartenza e in campo aperto.

Vien da sé che in Serie A sono pochissime le squadre che lasceranno spazi come ha fatto ieri la formazione di Arne Slot: tre, quattro al massimo, ed è normale che con tutte le altre, quando bisognerà fare la partita, cambierà tanto. Di certo, però, l’impronta del tecnico livornese si nota già, soprattutto in termini di quella personalità di squadra che è tipica delle squadre di Massimiliano Allegri.

Un incoraggiante punto di partenza, perchè il test contro i Reds, a differenza di quello contro l’Arsenal ha visto Leao e compagni creare tante opportunità a fronte di una squadra accorta, chiusa e rapida nel cambiare il fronte e buttarsi negli spazi che i campioni d’Inghilterra hanno lasciato. L’attenzione difensiva è stata soddisfacente, però Max è il primo a sapere che non si vive soltanto di difesa e contropiede, ma questi sono i primi passi di un percorso che vuole riportare il Milan ad essere magari meno bello ma più redditizio.

Piedi per terra, dunque, perché il lavoro è appena iniziato e la dimostrazione di questo lavoro sta in Ruben Loftus-Cheek e Alexis Saelemaekers, due di cui il Milan lo scorso anno non ha potuto beneficiare: l’inglese, praticamente mai visto a causa degli infortuni ed il belga in prestito alla Roma, che non lo ha riscattato nonostante i sette gol e i sette assist da non sempre titolare. Dare un’anima al Milan: questo è il compito che Allegri si è prefissato e che sta portando avanti, partendo dalla concretezza e dalla capacità di saper soffrire. Un Milan semplice e organizzato, con basi solide a cui tutti i giocatori dovranno adattarsi per adeguarsi alle richieste del tecnico.

Milan: l'esultanza al gol di Noah Okafor nell'amichevole contro il Liverpool a Hong Kong (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: l’esultanza al gol di Noah Okafor nell’amichevole contro il Liverpool a Hong Kong (Photo Credit: IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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