È complesso cercar di far un bilancio sulla gestione Conceiçao, innanzitutto perché son pochi i dati a disposizione (7 gare) e soprattutto perché è stato poco il tempo che il tecnico ha avuto fin qui per lavorare tra una sfida e l’altra.
23 giorni, 7 partite, 3 competizioni, 1 trofeo. 12 gol segnati, 9 subiti. 5 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta. Tante le rimonte (4 su 5), con reti arrivate con una certa distribuzione, per giocatori e reparti: 3 Pulisic, 2 per Theo e Leao, 1 a testa per Morata, Abraham, Reijnders e Chukwueze (più un autorete).
In sostanza tutti i giocatori offensivi o con propensione offensiva hanno trovato la via del gol, ma in molti si stanno interrogando sul fatto che al Milan manchi un grande goleador, il go to guy, il giocatore in grado di risolvere la partita alla prima occasione buona. Certo, perché naturalmente la tematica è stata ben presente anche con Fonseca, infatti nei due regni dei due allenatori rossoneri di questa stagione, un fil rouge è rappresentato dai tanti gol sbagliati, espressi a più riprese col rapporto gol realizzati e expected gol.
Ed ecco spiegate le voci che in questo mercato hanno portato a parlare di un interesse per Rashford, per Joao Felix e per Gimenez da una settimana a questa parte. Calciatori diversissimi, ma che dimostrano quanto mal contento ci fosse sulla qualità delle alternative attuali.
Okafor da sicuro partente ora sta cercando una nuova sistemazione in extremis. Chukwu, random match winner, ha avuto proposte arabe e Jovic sta valutando l’opzione Monza, nonostante abbia avuto uno spazio nelle ultime uscite dopo mesi da desaparecido.
Uscito un po’ dalla rotazione intanto Camarda, ma ci può stare che un 2008 non abbia continuità di presenze. Preoccupano più che altro i rendimenti di Morata e Abraham, due che hanno avuto più minuti di tutti ma con più gol sbagliati che segnati. Per Alvaro in particolare l’aggravante nell’ultimo periodo è l’atteggiamento in campo, con un linguaggio del corpo totalmente sfiduciato. Ad inizio stagione parlava da leader, oggi le cose migliori le fa in fase di ripiegamento difensivo, troppo poco per un campione come lui. Ci si aspetta che trascini gli altri, che sia un fattore sotto porta. Pare che i rumors di una nuova punta l’abbiano abbattuto anziché motivato.
Al Diavolo serve un 9 in ogni caso. Da anni si è andati al risparmio e ora ne si pagano le conseguenze. Guardando ai prossimi mesi e alle prossime annate, l’investimento in quella zona di campo è un’assoluta necessità. Speriamo a questo punto nel lieto fine della telenovela messicana.


