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Pioli cuce attorno ad Ibra il suo 4-2-3-1. Ma basterà nelle tre competizioni?

Se sarà ancora un Milan formato Ibra ce lo diranno i prossimi giorni, ma se arriverà l’ormai vicina fumata bianca ecco che tra le scrivanie di via Aldo Rossi inizierà la vera e propria programmazione della stagione 2020/2021. Tutto gira intorno al fuoriclasse svedese. E a Pioli, che da quando ha conosciuto le potenzialità del proprio centravanti ci ha cucito intorno uno scacchiere per farne risaltare le qualità. Da Gennaio in poi il piano ha funzionato, ma terrà botta a tre competizioni ed a un calendario serrato come quello all’orizzonte? Difficile dirlo ora. Però mister Pioli ha bisogno di alternative per non cadere nel baratro della prevedibilità. Un assist importante glielo può servire la duttilità di molti giocatori, Rebic e Calhanoglu per citarne alcuni. L’abilità dell’allenatore deve stare nel saper mescolare le carte ottenendo i medesimi risultati.

Il mercato può e deve aiutare

La prima tappa di questo percorso deve essere il mercato: per costruire una rosa competitiva saranno necessari degli interventi mirati, come lo è quello di Bakayoko. L’incontrista francese sarebbe un jolly importante per mister Pioli proprio per la duttilità, che gli può permettere di passare da un centrocampo a due ad un tridente in qualsiasi momento. Il risultato? Un centrocampo più solido, ma anche la possibilità di dare spazio ad altri interpreti in attacco. Ipotizzando un 4-3-3 con Kessie, Bennacer e Bakayoko davanti alla difesa, nel reparto avanzato gente come Leao può esprimersi con maggior libertà, anche trascurando (ma non troppo) la fase di copertura. Stesso discorso per Alexis Saelemaekers, generoso ma spesso troppo irruento.

La posizione di Calhanoglu

C’è poi un altro fattore che gioca a favore di mister Pioli: la posizione di Calhanoglu. Con il turco che ha trovato la propria dimensione sulla trequarti, il tecnico rossonero potrà proporre ciò che non è riuscito a Marco Giampaolo, il 4-3-1-2. Riproponendo sempre il centrocampo sopra citato, con due punte il Milan garantirebbe più presenza in area di rigore, magari un duo formato da Zlatan Ibrahimovic ed uno tra Rebic e Leao. Ciò significherebbe sacrificare i due esterni, ma in casi di emergenza si può contare sulla duttilità del croato e del portoghese. Specialmente nei preliminari di Europa League, in cui Ante non potrà essere a disposizione per qualifica. Che sia quella l’occasione giusta per provare qualcosa di nuovo?

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