Troppe parole, poca unità. Che credibilità ha realmente questo “nuovo” Milan?

Arrivati alle ultime curve di una stagione molto complicata, dopo il passo falso – l’ennesimo – contro l’Atalanta, anche gli ultimi barlumi di speranza di rientrare nella corsa all’Europa sembrano esaurirsi. Resta solo la Coppa Italia, l’ultimissima opportunità per provare a regalarsi una gioia, doppia, che significherebbe aprire di nuovo la bacheca e assicurarsi un posto in Europa. Obiettivo che in campionato pare ormai tramontato.

Ma come ci arriva questo Milan, alla sfida contro i cugini nerazzurri? L’iniezione di fiducia figlia del 343 che ha annichilito l’Udinese una settimana fa, è già esaurita. Non che il Milan ieri abbia disputato una partita mediocre, ma la sensazione è sempre quella: fragilità, insicurezza.

Difficile chiamare in causa completamente Sergio Conceicao, che sembra le stia provando tutte per dare una sterzata e salvare il salvabile. Ma la verità è, come detto dal tecnico, che lavorare di questi tempi a Milanello è molto difficile. Perché il campo sembra essere proprio l’ultimo dei problemi. I riflettori son tutti puntati sulla telenovela del direttore sportivo, ad oggi non ancora annunciato, e di tutto ciò che ne consegue.

Dentro questo tema c’è la questione allenatore. Da tempo si sentono molti nomi, spesso e volentieri figli dei rumors legati al direttore sportivo (Allegri, De Zerbi, ecc). E questo, inconsciamente, non può non influenzare il clima all’interno di Milanello. Se dall’esterno (non a caso) filtrano tutte queste voci sull’addio di Conceicao, come potrebbe un giocatore sentirsi coinvolto appieno nel progetto e seguire fino alla morte il proprio tecnico, se tanto è una faccenda di poche settimane?

Proprio per questo motivo, anche una soluzione interessante come un cambio modulo perde credibilità e finisce per esser considerata come una breve parentesi, destinata a chiudersi in fretta. Peccato, perché con un po’ più di unità si sarebbe potuto finire la stagione in modo dignitoso. E poi in caso voltare pagina. Invece sta succedendo il contrario: la pagina sembra esser stata voltata già da tempo e tutto ciò che sta accadendo è relativo. Quel che è certo, è che in questa circostanza a perderci è solo uno: il Milan.

Milan: Sergio Conceicao (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Sergio Conceicao (Photo Credit: IPA Agency)
Alberto Carraro
Alberto Carraro
Sono Alberto e ho 25 anni. Amante del calcio da sempre, nel 2019 ho iniziato a coltivare la mia passione per il giornalismo, tramutata poi in scrittura di articoli ma anche realizzazione di grafiche per Milanpress.it. Sono inoltre un appassionato di statistiche, cerco sempre di unire il mondo dei dati a ciò che vediamo sul campo e a provare a trarne delle analisi interessanti.

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