Ex Milan, Panucci: «Leao? Lo valutiamo troppo, fa la differenza. Mi piacerebbe un campionato incerto nel finale»

Christian Panucci è stato intervistato sia dalla Gazzetta dello Sport, sia da Tuttosport a margine del Legends Trophy di padel alla Golden Goose Arena di Milano. Questi i temi più interessanti tratti dalle varie chiacchierate, soprattutto focalizzandoci sul Milan dei giorni nostri.

GAZZETTA DELLO SPORT

«Sei punti sono ancora un bel vantaggio, anche se da spettatore esterno un finale di campionato incerto mi piacerebbe».

«Il nove che fa la differenza non manca solo al Milan. Vedi la Juve, per esempio. Poi certo, credo che sul mercato la società rossonera abbia fatto qualche errore, se due giocatori da 70 milioni (Jashari e Nkunku, ndr.) stanno sempre in panchina. Come diceva Capello, è sempre meglio prendere un solo calciatore forte che due discreti».

«Leao per me può essere un nove, coi difensori che ci sono oggi in Italia, ma chiaramente atipico. Non a caso, quando fatica a veder palla si allarga a sinistra. È anche ora di finirla di dire che Leao è un fenomeno quando segna e che non vale nulla quando fa una brutta partita. Lui è semplicemente così, a corrente alternata».

«Il Milan non incanterà per il gioco, ma mentalmente ha fatto un deciso passo in avanti rispetto allo scorso anno».

TUTTOSPORT

«Gattuso? Sono un po’ in ansia per lui, perché è un amico, so quanto ci tiene, so che sta dando l’anima per questa Nazionale; ma sono fiducioso, ce la faremo».

«Se non avesse avuto tutti quegli infortuni, il Napoli sarebbe davanti a giocarsela con l’Inter. Avere 8-9 giocatori fuori per un lungo periodo non è facile. E non può essere nemmeno un alibi. Ora li sta recuperando e il secondo posto potrebbe essere un buon punto di ripartenza per la prossima stagione per Conte. Per Max sarebbe lo stesso, un successo».

«Io sono sempre pro Leao. È l’unico calciatore del Milan in grado di accendere la luce. Certo è un giocatore che si critica sempre, ma sarà sempre così. Rafa è di indole così, ha bisogno di prendersi la sua pausa per poi accendersi e cambiare la partita. Da quando è arrivato in Italia diciamo sempre la stessa cosa, lo ripetiamo tutte le volte, dopo ogni partita. La verità è che quando è acceso, in questa Serie A può fare la differenza. E lo ha già dimostrato tante volte».

«Noi italiani siamo competitivi solo in Europa League e in Conference League. In Champions League non possiamo essere competitivi. L’unica era l’Inter e guardate cosa ha fatto con il Bodo! Bisogna investire nei settori giovanili e non pensare solo al business. Lo diciamo sempre, ma non cambia mai niente».

Christian Panucci - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Christian Panucci – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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