Pagelle di fine anno. Difesa: Gigio, Kjaer e Theo top assoluti, rimandati Calabria e Conti. Musacchio Bocciato

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Dopo una stagione travagliata – tra cambi in panchina, voci di rivoluzioni dirigenziali e lockdown – abbiamo tirato le somme della rosa rossonera, dando inizialmente i giudizi del reparto difensivo.

DONNARUMMA 8 (8.5 PER GLI UTENTI)
Consacrazione. In una stagione delicata, anche per la questione rinnovo (ancora aperta), il ventunenne portierone rossonero ha confermato di avere personalità da vendere. Prima dell’arrivo di Ibra – come confermato da Zvominir Boban prima del derby di andata – è stato il vero leader nello spogliatoio. Qualche sbavatura, tipo nella gara di gennaio contro l’Udinese, ma un’annata caratterizzata da ottime prestazioni. Forse l’unico insieme ad Hernandez impeccabile anche nella parte di gestione Giampaolo. Da non lasciar partire assolutamente.

CALABRIA 5.5 (5.5 PER GLI UTENTI)
Alti e bassi. Dopo la gestione Gattuso piuttosto positiva, quest’anno il prodotto del vivaio Milan ha intrapreso una fase calante. Tanti errori in fase difensiva, scarso apporto in costruzione, il numero 2 milanista è stato pian piano sorpassato da Conti nelle gerarchie di Pioli. Scampa l’insufficienza grave grazie alle ultime tre convincenti prestazioni stagionali.

CONTI 6 (5.5 PER GLI UTENTI)
Difficile da giudicare. L’ex esterno atalantino, dopo due anni di calvario, torna definitivamente a disposizione di Giampaolo prima e di Pioli poi. Dopo una fase centrale rassicurante, Conti ha cominciato a ripetere i pasticci mostrati al termine della scorsa stagione, causando spesso rigori decisivi (con il Lecce, con la Juve in Coppa Italia) perdendo così il posto a favore di Calabria.

KJAER 7.5 (8 PER GLI UTENTI)
Rivelazione. Preso a gennaio in prestito con diritto di riscatto, il centrale scartato dell’Atalanta si è rivelato il partner perfetto per Romagnoli, il primo a dare sicurezza al compagno di reparto. Insuperabile nell’uno contro uno e sulle palle aeree, sempre in anticipo dell’attaccante. Contro l’Atalanta annulla letteralmente un ospite scomodo come Duvan Zapata. Unica sbavatura il pasticcio con Romagnoli nella sfida di campionato contro la Juve, per fortuna irrilevante grazie alla rimonta rossonera. Garanzia.

MUSACCHIO 5 (5.5 PER GLI UTENTI)
Addio. La stagione appena conclusa ha probabilmente segnato la fine del legame tra l’argentino e il club rossonero. Nonostante nessun errore macroscopico, il numero 22 non è mai stato capace di trasmettere quella sicurezza al reparto che il collega danese è riuscito a dare nel giro di poche gare. Con la promozione di Gabbia in prima squadra e il possibile innesto di Milenkovic, il suo apporto alla causa rischia di diventare superfluo.

ROMAGNOLI 6.5 (7.5 PER GLI UTENTI)
Bandiera. Il capitano rossonero ripete un’altra annata pienamente sufficiente, anche se con qualche pecca in occasione delle sfide importanti: nei due derby della Madonnina si fa sovrastare da Lukaku (vero, non uno qualunque), contro la Juve fa la figura del birillo con Dybala all’andata e pasticcia con Kjaer al ritorno. Contro la Lazio a San Siro permette la ripartenza per il gol del 2-1 di Correa. Rispetto al Romagnoli 2019, un po’ più impreciso e disattento, ma comunque l’uomo su cui fondare la difesa.

GABBIA 6 (6.5 PER I UTENTI)
Acerbo. Il difensore prelevato dalla Primavera fa il suo esordio ad inizio 2020 “grazie” ad un acciacco di Kjaer. Piedino educato, dimostra sin da subito ottime qualità in imposazione, provando spesso anche la verticalizzazione. Post lockdown – contro Lecce e Spal – mette in evidenza alcune pecche legate all’inesperienza, ma ci può stare. Pioli punta su di lui, anche perché Matteo sembra essere il perfetto sostituto del capitani, proprio per le sue doti tecniche. Ecco, unico neo: forse incompatibile con Romagnoli, a causa, appunto, dell’eccessiva somiglianza con il compagno, della scarsa fisicità e cattiveria agonistica.

HERNANDEZ 9 (9 PER GLI UTENTI)
Scoperta assoluta. Il miglior colpo di Maldini fino ad ora (per soli 20 milioni). L’esterno ex Real fa capire di che pasta è fatto subito nel pre-campionato, quando nei primi 15 minuti fa letteralmente impazzire la difesa del Bayern Monaco che per fermarlo ha dovuto “steccarlo”, facendogli iniziare ufficialmente la stagione un mese dopo. Forza della natura, dopo appena una gara diventa già idolo della tifoseria e al giro di boa si ritrova ad essere addirittura capocannoniere rossonero con 6 reti. La sua principale caratteristica è la costante partecipazione alla fase offensiva, cosa che (l’ormai ex) Ricardo Rodriguez non faceva praticamente mai. Esplosività, rapidità e gol: ebay else. Nella parte finale della stagione riesce anche a colmare quella carenze in copertura. MVP milanista 2019/20.

DUARTE: S.V.

LAXALT: S.V.

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