Le pagelle di Benevento-Milan: Leao ‘meravigliao’ con una perla stende Inzaghi. Kjaer e Gigio sono due muri, Kessie monumentale

DONNARUMMA 7.5 – Saracinesca, nel vero senso della parola. Il Milan vince perché Rebic si guadagna con le unghie e con i denti un rigore e Kessie lo trasforma. Perché Leao si inventa un capolavoro e Kjaer sventa tutte le offensive del Benevento. Ma il suo contributo è imprescindibile, alla faccia di chi dice che ci sono almeno 10 portieri più bravi di lui in Europa. Oltre al miracolo su Lapadula – lasciato libero di calciare da Romagnoli – è impressionante quanto sia dominante sulle uscite alte, quelle che gli erano sempre costate difficoltà (e “papere”). Costante e fondamentale.

CALABRIA 7 – Altra partita sontuosa per il terzino frutto del vivaio rossonero. Attenzione, precisione, sostanza: in una partita delicatissima, sotto di un uomo per circa un’ora, il suo contributo è fondamentale (dall’81’, CONTI 6.5 – Insolito dare un voto così “alto” ad un giocatore che ha disputato 9′ più recupero, ma un ingresso in campo così sicuro in una situazione tanto complicata, in un momento non certo semplice a livello personale, va premiata: bravo Andreino!).

KJAER 7.5 – Riecco il Muro! Si conferma il trend precedente al suo infortunio: con lui in campo il Milan non prende gol. Dimostra una volta per tutte che è lui il leader della difesa, vincendo incontrastato tutti i duelli aerei. Conclude anzitempo la sua gara per arrivare al meglio contro la Juventus (dall’81, KALULU s.v.).

ROMAGNOLI 6 – In una gara che si complica dopo mezz’ora, il capitano se la cava tutto sommato bene anche se non fa mancare le consuete leggerezze. Soprattutto nei confronti di Lapadula al 69′, il quale si fa scherno del rossonero nonostante le evidente differenze fisiche, e calcia in porta dove però trova un Donnarumma colossale. Non ancora impeccabile.

DALOT 6 – Pre partita dichiara di volersi confermare come terzino destro… e lo capiamo bene. Fa sentire non poco la mancanza di Theo in fase offensiva e già dopo 5′ minuti si becca la cosiddetta ramanzina da Kjaer per non esser salito con la linea a fare fuorigioco. Ma a parte qualche piccola disattenzione, fa il suo accompagnando la squadra ad un successo soffertissimo, ma estremamente importante.

KESSIE 7 – Monumentale! Come spesso è accaduto dopo il forfait di Bennacer, l’ivoriano argina praticamente da solo le scorribande avversarie, ma da un anno a questa parte anche con intelligenza tattica e pazienza. Stasera segna un rigore pesantissimo e poi tiene in piedi la baracca in solitaria, causa il disastro di Tonali e la timidezza di Krunic.

TONALI 4 – Dietro la lavagna. Comincia il match con il piede sbagliato, perdendo già tre palloni sanguinosi nei primi dieci minuti. Decide di coronare un approccio a dir poco negativo con un’entrata di certo non cattiva o maliziosa, ma comunque maldestra e ingenua, che costa l’inferiorità numerica a Pioli per più di un’ora e l’emergenza in ottica Juventus. Serve il cambio di marcia, urgentemente.

DIAZ 6 – Il “folletto” spagnolo parte bene, con una giocata – dribbling più tiro da fuori – che rischia di trasformarsi in vantaggio già dopo 5′. Sembra poter dire la sua, tenendo sempre il pallone lanciato in avanti e creando la superiorità numerica, ma paga il suo scarso peso fisico e lascia il campo per far spazio al mediano dopo l’espulsione di Tonali, che arriva forse anche un po’ per colpa della palla complicata che gli appoggia (KRUNIC 5.5 – Combina la sua causando il rigore su Schiattarella che potrebbe riaprire e complicare ulteriormente un match già in qualche modo compromesso. Anche se – è da dire – che si tratta di un intervento non inutile o evitabile, perché senza lo stesso il giallorosso avrebbe calciato in porta da pochi passi. Poi prosegue senza troppi condizionamenti, anche se tende a nascondersi e a cedere troppi centimetri ai diretti avversari).

CALHANOGLU 6.5 – Che sfortuna! Il turco si conferma il giocatore ad aver cercato più volte la porta senza trovarla e anche stasera, nel quarto d’ora finale, centra un palo che avrebbe messo definitivamente in ghiaccio la partita, evitando gli ultimi minuti di tensione e sofferenza. Come sempre umile e utile, contribuisce in maniera costante e importante a far ripartire la squadra assediata dagli attacchi beneventani.

LEAO 7.5 – Leao meravigliao! Difficile comprendere e giudicare questo ragazzo: passa un tempo a far innervosire Pioli e tutti i tifosi a casa per la sua svogliatezza e la sua scarsa applicazione in fase difensiva. Poi, nella ripresa, si sveglia e inventa una perla simile a quella che Mertens infilò nella rete laziale due anni fa. Con la sua squadra assediata causa inferiorità numerica, i suoi sprint sono manna dal cielo anche se in due occasioni pecca di altruismo ed evita di infliggere il colpo del ko alla squadra di Inzaghi (passando prima a Calabria, cercando di servire Rebic poi). Incomprensibile.

REBIC 7 – Non segna? Chi se ne frega. Se questo è Rebic, va benissimo anche senza scrivere il suo nome sul tabellino. Si guadagna con rabbia e voglia il rigore che poi Kessie trasforma in 1-0, andando ad aggredire un pallone vagante nell’area giallorossa come farebbe un pitbull con una bistecca sanguinante. Poi collabora con una squadra in difficoltà con la consueta dedizione (dal 71′, CASTILLEJO 6).

PIOLI 7.5 – Una partita che nonostante il vantaggio realizzato da Kessie dal dischetto, si mette in salita a causa dell’ingenuità di Tonali. Il mister – anziché andare in crisi – mantiene la proverbiale calma e fa la scelta forse più discutibile ma sicuramente quella che si rivela più azzeccata: togliere Diaz e non Leao – fino a quel momento impalpabile – per inserire il mediano (Krunic). La mossa paga subito ad inizio ripresa, con il gioiello del portoghese che mette i rossoneri sul 2-0. Nel finale gestisce bene partita e uomini, concedendo un po’ di riposo in ottica Juventus a Rebic, Calabria e Kjaer, non ancora a pieno regime.

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