Dopo la presentazione del “Docfap” (documento di fattibilità delle alternative progettuali) da parte di Milan e Inter per l’acquisto dell’area di San Siro, si entra nella fase 2. A parlarne è il Corriere della Sera odierno nella sua edizione milanese. Il Comune di Milano ha studiato le oltre 300 pagine arrivate dai club e ha dato il via alla seconda fase con una delibera di giunta. In cosa consiste? Innanzitutto nella pubblicazione di un avviso pubblico con l’obiettivo di capire se ci siano altre società o aziende, legate all’ambiente calcistico, interessate all’area. La durata del bando è di 30 giorni: in assenza di offerte, si potrà ricorrere alla trattativa privata con i club.
Sia le società che Palazzo Marino vogliono arrivare ad un accordo prima dell’estate (settembre) per evitare che l’impianto compia 70 anni e scatti il vincolo della Soprintendenza sul secondo anello. La base dell’offerta di acquisto è rappresentata dalla valutazione dell’Agenzia delle Entrate di 197,1 milioni. A livello di volumetrie, si segue quanto fissate dal piano di governo del territorio (0,35), mentre è previsto un braccio di ferro sui costi di demolizione e bonifica perché i club vorrebbero uno sconto, forti della legge sugli stadio, mentre il Comune si fa forte del precedente piano sull’abbattimento di San Siro che prevedeva 40-50 milioni di euro.


