Il nuovo San Siro non sarà soltanto una casa più moderna per Milan e Inter, ma soprattutto una scommessa economica da 2,3 miliardi di euro. Come ricostruisce la Gazzetta dello Sport odierna, il progetto comprende il nuovo impianto da 71.500 posti, la riqualificazione dell’area circostante e tutte le opere necessarie a completare l’intervento entro il 2036. Il primo rendering firmato dagli studi Foster + Partners e Manica è atteso il 29 ottobre, mentre il percorso verso l’apertura, prevista per il 2031, richiederà investimenti progressivi e un articolato sistema di finanziamento.
Dai 175 milioni per il Meazza al cantiere del nuovo stadio
Dopo l’acquisto dello stadio attuale e delle aree limitrofe per 175 milioni di euro, il grosso delle spese deve ancora arrivare. La costruzione del nuovo impianto è stimata in 708 milioni, mentre la demolizione del vecchio Meazza costerebbe 115 milioni e la successiva riqualificazione dell’area circa 371 milioni. A queste cifre si aggiungono progettazione, opere infrastrutturali e gestione del cantiere. Per sostenere l’operazione, la controllata Stadio San Siro Spa ha già stipulato un finanziamento da 354 milioni con un pool di banche internazionali. Il resto dovrebbe essere coperto attraverso una combinazione di capitale e debito, con il rimborso legato anche ai ricavi generati dal nuovo impianto.
Ricavi da stadio, il gap da colmare con l’Europa
La ragione dell’investimento è anche nei numeri. Nella stagione 2024-25, Inter e Milan hanno generato rispettivamente circa 98 e 61 milioni di euro di ricavi da stadio: insieme meno di 160 milioni. Una cifra lontana dai 222 milioni del Real Madrid al nuovo Bernabéu e dai risultati di altri grandi club europei. Il nuovo impianto punta a ridurre questo divario attraverso maggiori entrate da hospitality, eventi, museo, naming rights e attività commerciali. Le stime attuali indicano circa 120 milioni annui aggregati, con 80 milioni di ricavi incrementali legati allo stadio e altri 40 dalle attività commerciali.


