Ex Milan, Nesta: «Darei un dito per ritornare calciatore. Le mie storie con la Lazio e con i rossoneri, Modric…»

In vista della grande sfida tra Milan e Juventus, DAZN ha realizzato contenuti sulla storia del confronto. Protagonisti delle interviste sono Alessandro Nesta e Giorgio Chiellini: queste le dichiarazioni più interessanti dell’ex numero 13 rossonero.

«ISTANBUL? CI HO PENSATO PER MESI, MA L’OCCASIONE POI TORNA…COME ATENE»

«È stato troppo bello essere giocatori e noi quelli siamo rimasti anche oggi che siamo allenatori. Mi manca il riscaldamento, era il momento più bello in assoluto. darei un dito per rivivere tre stagioni al Milan o alla Lazio e rivivere le notti gloriose di Champions League».

«Si fischia troppo nel calcio di oggi, il gioco diventa inevitabilmente più noioso e questo è un problema vero. Io non sono d’accordo con questa nuova linea e questi regolamenti troppo rigidi».

«Non sono mai stato cattivo. L’unica volta che ho provato a entrare duro… mi sono rotto tutto. Io ero malato… ma quella era ambizione vera. Ogni domenica guardavo le statistiche e volevo superare Thuram nella classifica delle palle recuperate».

«Ci chiediamo perché oggi non abbiamo più tanti giocatori così forti… Per me è un caso. Infatti quando succede che ne hai tanti validi, come è capitato a quelli nati nel ’76, vinci il Mondiale. Mancano tre giocatori fuoriclasse che hanno tutti. La Spagna ne ha un po’, la Germania pure… Noi abbiamo buonissimi giocatori, mi piacciono Bastoni, Barella, Tonali… Non è una squadra che può stare in queste condizioni. Manca pure la leadership perché l’ultima volta che abbiamo vinto c’erano Bonucci e Chiellini, oggi non c’è un punto di riferimento del genere».

«Quando ho vinto lo scudetto con la Lazio mi sono sentito come il Papa. Il momento della vita nel quale mi sono sentito più importante, coronando il sogno di mio papà. Quando sono andato via da una parte stavo male, dall’altra è stata una liberazione. Ho lasciato otto mesi di stipendio e mi hanno dato quattro azioni che sono scomparse. Comunque, ho fatto quello che dovevo fare: sono andato via, zitto, ho preso i fischi, ho lasciato i soldi e va bene così. Ai miei compagni dicevo sempre la verità, chiamavo il presidente e i figli, soprattutto gli stranieri volevano i soldi e minacciavano di non giocare. È stato un casino e infatti ho giocato malissimo, è stata la peggior stagione di quando sono stato alla Lazio. Mi hanno detto più volte di andare via, anche prima del derby quando abbiamo perso 5-1. Da lì sono andato in confusione, io non volevo andare via. Quando l’ho capito sono andato un po’ in crisi e i primi mesi al Milan ho fatto schifo, non volevo rimanere. Poi sono stato benissimo».

«Chi non ho proprio sopportato? Io con Seedorf abbiamo avuto periodi in cui abbiamo rischiato di picchiarci, almeno tre volte. Lui aveva un carattere molto forte. Dopo l’ultima rissa sfiorata siamo diventati amici veri».

«Istanbul? Uno dei giorni più brutti della mia vita. Ci ho pensato per mesi. Devi restare pronto. L’occasione torna. A me nella vita è sempre successo così. E infatti poi arriva Atene».

«Ho vissuto una vita pazzesca, con fratelli pazzeschi: quando ci ritroviamo coi compagni del Milan, bastano pochi minuti e ricomincia lo spogliatoio. Si fa gli stupidi e si ride come ragazzini, anche ora che abbiamo 50 anni».

«A Modric direi di continuare: è fantastico. Ho visto una partita che ha fatto a San Siro, una delle prime, e mi sono detto che era dai tempi di Pirlo che non vedevo a San Siro un giocatore così forte. Poi un giocatore con quel fisico che riesce a fare quelle robe, un giocatore fantastico: è un fuoriclasse, lo metto al livello di Andrea Pirlo».

Milan: Luka Modric (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Luka Modric (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
 

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