A margine della presentazione del Gran Galà del Calcio, Demetrio Albertini ha parlato di Fonseca, del Milan, del momento rossonero e di altri temi come il campionato e lo scudetto. Queste le sue parole e, di seguito, il video:
“Top-11 di quest’anno? Non ve la dico, non posso sceglierla io. Mi sono piaciute tre squadre che hanno fatto delle cose straordinarie come Inter, Atalanta e Bologna. La Top-11 si formerà con queste tre squadre come insegna il Galà del Calcio.
Fonseca? Può diventare un top allenatore, se vincerà uno scudetto. Nel Galà il risultato conta, il lavoro dell’allenatore dipende dal risultato. Non sempre, ma il risultato è il frutto del lavoro di un anno, della valorizzazione di un gruppo, dei giocatori. Credo che un domani se troveremo Fonseca qui vuol dire che avrà vinto il campionato. Mi sembra molto lineare nelle cose, tante volte da fuori giudichiamo quello che vorremmo e non quello che è realmente. Gli allenatori invece, che nel calcio è un ruolo difficilissimo e io non ho voluto fare (ride, ndr), gestiscono un gruppo di giocatori nel quotidiano e non è per nulla facile.
Al Milan manca la continuità, fa delle partite straordinarie e poi perde qualche colpo come in campionato dopo il Real. Ma siamo all’inizio, se ci sono dei cambiamenti come è stato quello dell’allenatore non raggiungi fin da subito i risultati. Prima di giudicarlo è ancora presto. Milan da scudetto? Secondo me, per quello che ha fatto vedere fino ad ora, no ma il cammino è ancora lungo, ci sono squadre un po’ più solide e più attrezzate a vincere lo scudetto. Lo dico da milanista. Credo che manca ancora tanto. Per me la cosa più importante per vincere uno scudetto è la gestione dei momenti negativi durante la stagione. Tutte le squadre hanno un momento di flessione durante il campionato, gestire quel momento lì porta a vincere lo scudetto.
Fonseca a rischio se non vince contro la Juventus? Mi auguro di no, perché non si giudica il lavoro di un allenatore per una vittoria o una sconfitta, la cosa più importante è l’equilibrio, da parte della dirigenza, di giudicare nel bene o nel male quello che può essere una partita dove ci possono stare tutti e tre i risultati. Seconda cosa, oggettivamente mancano tante partite, la stagione è lunga per valutare il distacco dopo una sconfitta. Mi auguro che sia una partita spettacolare perché i giocatori hanno la responsabilità di essere visti in tutto il mondo, i nostri concorrenti sono anche gli altri campionati.
Una vittoria del Milan porterebbe consapevolezza di essere una grande squadra che in questo momento in tanti mettono in dubbio. Per un calciatore, che al Milan ce ne sono di bravi, avrebbero come nel derby una consapevolezza di squadra superiore a quella che si aveva prima della partita.
Reijnders-Rijkaard? Un’altra domanda grazie (ride, ndr). Reijnders è un grande giocatore e può diventare importante nel futuro del Milan. Non me lo aspettavo così. Io da una parte sono invidioso di quelli che giocano ancora perché possono scrivere ancora la propria storia. Dall’altra la storia di Frank non è paragonabile. Reijnders è bravo ma non c’è paragone con Rijkaard.
Leao? Sarei superficiale a dire cosa sia, non vedendolo. Io vedo un giocatore con grande potenzialità, forte, ma un po’ discontinuo. Dovrebbe migliorare nella continuità. Le pressioni le ha un giocatore forte, anzi dovrebbe essere cosciente e contento perché si aspettano tanto da lui.
Theo? Come ho detto prima non voglio essere superficiale, gli allenatori stanno ogni giorno con loro e possono valutarli bene. Nel calcio spesso si arriva a lavorare sull’aspetto psicologico ed il nostro mondo non è abituato a questo. Negli altri sport dedicano più tempo a questo aspetto.
Sì, manca un Milan italiano. Io non ho niente contro gli stranieri, mi hanno fatto vincere, però il senso di appartenenza a me piace ancora tanto e pensare di non valorizzare qualcuno italiano, un gruppo coeso con la stessa mentalità che può essere italiano, argentino come all’Inter, olandese come nel mio Milan, forse manca un po’. Soprattutto nei momenti difficili, quando va tutto bene i giocatori sono forti e non ci sono problemi, quando non vanno bene le cose manca questo”.
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