MP – Pelé su Amorim-Milan: «Leader già a 18 anni al Belenenses. Scelta giusta»

Pedro Miguel Carroso Monteiro è il lungo nome che compare sulla carta d’identità, per gli amici meglio Pelé. Quando parla del soprannome ride di buon gusto, senza scomodare O Rei attraverso un paragone che non ha mai chiesto.

Nato ad Albufeira, paesino portoghese di pescatori che negli anni è diventata una meta turistica vintage, ha giocato 11 partite nella nazionale di Capo Verde che al Mondiale si sta facendo strada con Vozinha capopopolo.

Pelé, ex compagno di Amorim al Belenenses: «Carisma da leader già a 18 anni»

Dopo il ritiro, insieme alla moglie ha deciso di accogliere 70 bambini nell’ultimo decennio. «Li facciamo sentire tutti parte della famiglia, non è che siamo noi e questo sei tu, siamo tutti uguali». Il Southampton, ex club di Pelé, ha aiutato la coppia in una campagna per trovare gli affidatari giusti.

Di professione difensore, sapeva prendere l’ascensore per volare in cielo e staccare di testa. Magari con i cross del giovanissimo Ruben Amorim. Dal 2003 al 2006 sono stati compagni al Belenenses, giusto il tempo di scoprire la mentalità del nuovo allenatore del Milan. Le dichiarazioni sui canali di Milan Press:

Pelé, ha giocato con il primo Amorim al Belenenses. Si aspettava potesse diventare allenatore?

«Quando eravamo in squadra assieme aveva solo 18 anni, ma vedevo già il carisma di un leader. In campo spronava continuamente i compagni e non si tirava mai indietro quando c’era da prendersi responsabilità. Chiedeva sempre il pallone e voleva essere protagonista. Fuori dal campo, mostrava un lato più leggero».

Ad esempio?

«Amorim era uno dei grandi burloni dello spogliatoio (ride ndr.). Non perdeva occasione per fare uno scherzo a qualcuno: contribuiva a mantenere alto il morale del gruppo».

Vero che parlava con tutta la squadra? 

⁠«Nonostante fosse tra i più giovani della squadra, non aveva alcun timore di farsi sentire. Parlava molto, certo, ma sempre con uno scopo preciso: aiutare i compagni e migliorare il rendimento della squadra».

Prima di Amorim, due allenatori portoghesi hanno avuto meno fortuna in rossonero: Fonseca e Conceicao…

⁠«Come tutti gli allenatori, anche Amorim ha bisogno di tempo per imporre le proprie idee. Il problema è che nel calcio il tempo spesso dipende dai risultati. È un tecnico moderno e con idee molto interessanti. Se dovessi indicare un aspetto in cui potrebbe incidere maggiormente al Milan, direi l’organizzazione difensiva e la qualità delle transizioni, sia in fase di recupero palla che in quella offensiva».

Amorim allenatore del Milan: mossa che condivide?

«Ruben rappresenterebbe un’ottima scelta per il Milan. L’unica cosa che mi auguro è che gli venga concesso tutto il supporto necessario per dimostrare il suo valore».

Vozinha ha detto che, dopo il pareggio contro la Spagna, ormai tutti sanno dove si trova Capo Verde. Lei ha collezionato 11 presenze con la nazionale capoverdiana, ma è nato in Portogallo: per chi farà il tifo al Mondiale?

⁠«Tiferò sicuramente per entrambe. Se dipendesse da me, sarebbe questa la finale perfetta. Due posti a cui sono molto legato che mi hanno dato tanto».

Ruben Amorim (Photo Credit: Martin Rickett PA Wire / PA Images via IPA Agency)
Ruben Amorim (Photo Credit: Martin Rickett PA Wire / PA Images via IPA Agency)

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