Un anno fa il Milan si preparava a congedare Stefano Pioli così come oggi, un anno dopo, si prepara a congedare Sergio Conceicao. Le modalità? Apparentemente sono le stesse. O meglio dire, le parole sono quasi le stesse. Quelle parole di elogio da parte di Paolo Scaroni e Giorgio Furlani, letteralmente rimangiate poco più tardi da dei fatti che non rispecchiano appieno quello che era il loro pensiero poco prima.
“Ho sempre detto che Pioli resta, a me piacciono gli allenatori che vincono e dunque mi piace Pioli, è molto semplice”, diceva così Scaroni nel marzo 2024 a cui faceva eco Furlani ad aprile: “Ci vuole rispetto per Pioli, ha vinto tanto col Milan e continua ad essere il nostro allenatore nonostante le voci”. Un mese dopo la partita di addio a San Siro con la Salernitana.
“Sergio Conceicao è il nostro allenatore, credo che la grinta sia ciò che è riuscito a traslare e questo a noi tifosi piace”, altro giro altra corsa. Nemmeno un mese fa Scaroni diceva questo del tecnico portoghese e poco prima della finale di Coppa Italia, Furlani aggiungeva: “Sergio ha già vinto un trofeo e potrebbe vincere il secondo. Sta lavorando bene e abbiamo la massima fiducia in lui”. Notate qualcosa di diverso?
Assolutamente no, un déjà-vu come fu per Pioli. E il destino potrebbe essere praticamente lo stesso. Con la sconfitta in finale si riducono sempre di più le possibilità di permanenza di Sergio Conceicao sulla panchina rossonera. Anche questa volta le parole non vengono rispettate dai fatti. E l’ultima partita della stagione sarà contro una squadra già retrocessa in Serie B. Già detto déjà-vu?
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