Si conoscono con l’agente da 8 anni, ma San Siro gli ha stravolto la vita indirizzandone il cammino. De Winter rimanda inevitabilmente all’inverno, ed è proprio da fine dicembre che ha giocato 10 partite su 12 da titolare in campionato.
L’agente del difensore belga, Fabrizio Lioi, è l’uomo che sta permettendo a Koni di imboccare la via migliore con spalle larghe e schiena dritta: un difensore planato al Duomo il 13 agosto, ma nato sotto l’imponente campanile della Cathedral of Our Lady di Anversa.
«Quante chiamate ha ricevuto in estate? Era reale l’interessamento dell’Inter?»
«Koni in estate non ha mai avuto contatti diretti con i club. In molti – spiega Lioi – avevano semplicemente approcciato, tra cui l’Inter (nulla di veramente concreto), alcune squadre di Premier League e anche un’offerta importante dall’Arabia rispedita subito al mittente. Il Milan è stato bravo a inserirsi nel momento in cui ha capito che Thiaw sarebbe andato al Newcastle. Quando il giocatore ha saputo dei rossoneri non ha esitato un secondo».
Operazione De Winter-Milan chiusa in tempi record
«De Winter è stato informato dell’interesse del Milan quando l’operazione poteva davvero chiudersi. Dal mio punto di vista, avendo seguito le dinamiche del mercato estivo, è stata meno una sorpresa rispetto a quanto lo sia stata per Koni. Se una settimana prima si fosse mossa un’altra squadra con la possibilità concreta di acquistarlo, probabilmente il Milan non sarebbe riuscito a portare a termine l’operazione. È anche vero che parlo con Moncada da due anni e mezzo: la società rossonera seguiva il calciatore già da tempo».
Allegri figura importante per la carriera di Koni?
«Allegri si sta rivelando una figura centrale nella carriera del ragazzo. I primi passi in prima squadra alla Juventus li ha mossi proprio con l’attuale allenatore del Milan. Poi le loro strade si sono separate per altre ragioni. Dopo l’esperienza al Genoa, De Winter aveva bisogno di compiere un ulteriore step in un top club per completare il suo percorso».
Andrea Bonatti (ex allenatore della Juventus Primavera) diceva di De Winter che fuori dal mondo del calcio l’avrebbe visto come imprenditore: c’è del vero?
«Parliamo di un giocatore molto intelligente. La vera differenza, nel calcio, sta tra chi riesce ad arrivare a certi livelli e chi riesce a restarci. Koni è andato al Milan per rimanerci e per ambire al massimo. Credo sia molto apprezzato all’interno dello spogliatoio. Lo conosco da quando aveva 15 anni: non è più il ragazzo di allora, ma i suoi valori non sono mai cambiati. Può giocare al Real Madrid o per strada, ma la persona è quella di sempre. Se lo incontri ti parla normalmente».
Cosa è scattato in De Winter dopo alcuni momenti meno brillanti?
«Nei nostri confronti il Milan ha sempre dimostrato fiducia. Ho avuto colloqui con Tare anche nei momenti meno brillanti, come nel post partita contro il Napoli in Supercoppa Italiana. La società ha sempre creduto nel potenziale di De Winter, aiutandolo a superare gli ostacoli. Dal punto di vista sportivo, – prosegue l’agente – che i rossoneri potessero valutare a gennaio l’innesto di un ulteriore difensore era del tutto comprensibile: in rosa ci sono quattro elementi più un giovane come Odogu, che finora ha trovato meno spazio. Poi non se ne fece nulla, ma dopo un paio di situazioni complicate da almeno due mesi sta mostrando grande sicurezza».
Può puntare al Mondiale con il Belgio da titolare?
«È stimato da Rudi Garcia. Se sei titolare al Milan, perché non dovresti esserlo anche con il Belgio? Quando ha avuto l’occasione di giocare in Nations League la squadra non ha fatto bene, ma sono convinto che sia solo questione di tempo prima di vederlo titolare nell’undici dei Diavoli Rossi. De Winter – conclude – tiene molto alla nazionale: vuole andare al Mondiale per giocarsi le proprie carte da protagonista».


