Federico Guidi ha rilasciato delle dichiarazioni a margine della vittoria del suo Milan Primavera contro il Monza (0-2) nell’ultimo match del 2024, disputatosi ieri al Centro Sportivo Silvio e Luigi Berlusconi. I rossoneri chiudono l’anno con 31 punti in classifica al secondo posto, a pari merito con Sassuolo, Fiorentina e Inter (le prime due giocheranno oggi), a -5 dalla Roma capolista. Di seguito le parole del tecnico.
“C’è tanta soddisfazione, l’abbiamo esternato anche in questi momenti ai ragazzi perché non era scontato. Ora possiamo tracciare una mini-analisi di questi primi 6 mesi. Siamo partiti in mezzo a tantissime difficoltà, dove al Mamma Cairo abbiamo sofferto tantissimo contro squadre blasonate come Torino e Inter. Era impensabile chiudere a fine dicembre al secondo posto in classifica, aspettando i risultati di Sassuolo e Fiorentina. C’è tanta soddisfazione perché al di là dei risultati, essi sono venuti grazie a quanto hanno lavorato, a quanti sacrifici hanno fatto e soprattutto a quanto sono migliorati. C’è tanta soddisfazione anche per oggi che non era una partita assolutamente facile, era per noi l’ottava partita in 22 giorni e questo la dice lunga su quello che i ragazzi hanno fatto in questi mesi perché hanno speso tanto sia a livello fisico, ma soprattutto a livello mentale. Quando riesci a raggiungere i risultati oltre alle prestazioni, è chiaro che in noi c’è tanta soddisfazione perché è così che continuano a crescere e migliorare. Oltre ai risultati del campionato, c’è tantissimo orgoglio in noi viste le convocazioni e la presenza in prima squadra di Liberali, ma anche Stalmach che era il nostro capitano e che ora si sta ritagliando spazio importante in Milan Futuro. E questo è il sinonimo che nella quotidianità del lavoro i ragazzi fanno grandi sacrifici, ma questo lavoro va nella direzione giusta. In questa prima parte di stagione sono stati centrati i nostri obiettivi“.
Sulla partita e sul percorso: “Quello che è importante è che riescano ogni singola situazione, momento o pallone che sia dell’allenamento o della partita come un’opportunità per crescere e migliorare e lo devono fare con continuità. È chiaro che le motivazioni le trovano tutti quanti contro la squadra campione d’Italia e prima in classifica. Chi riesce a trovarle con continuità saranno coloro che diventeranno calciatori o riusciranno ad anticipare il loro percorso tra i professionisti. Su questo stiamo battendo molto sia io che il mio staff che la società, ma devo dire che abbiamo un gruppo estremamente ricettivo, responsabile e fertile nell’innestare questa mentalità“.
Sul coinvolgimento di tutti: “Questa è un’altra nota di merito del gruppo, di ogni singolo nello spogliatoio, ma anche della società che è sensibile a 360 gradi per la crescita di ogni singolo giocatore. Quella che è la nostra missione, come mi avete sentito dire spesso, è quella di riuscire a proiettare quanti più di loro nel calcio che conta e per far questo bisogna seguire il loro processo, al di là del minutaggio che loro fanno dentro al campo, ma nella qualità dei minuti che io e il mio staff gli diamo la possibilità di giocare e soprattutto nella qualità che mettono in ogni singolo allenamento. C’è un dato che ci inorgoglisce, me e la società, perché siamo la squadra che ha fatto giocare più giocatori in tutto il campionato e questo è sinonimo che vogliamo portare avanti tutti senza lasciare indietro nessuno. Poi è inevitabile che io ho la responsabilità di fare delle scelte, 11 vanno in campo e 5 possono subentrare e tanti altri non possono giocare, ma siamo sensibili al percorso di ognuno“.
Giunti conclude: “Gli ho fatto tanti complimenti per questa parte di stagione perché è un gruppo che ha superato tantissime difficoltà e per come stanno crescendo, sia come squadra che come singoli, augurando loro di passare questi giorni con le loro famiglie perché è chiaro che noi gli chiediamo tanto e sappiamo i sacrifici che fa ogni singola famiglia per far sì che loro possano migliorare e perseguire il raggiungimento del loro sogno, ovvero trasformare la passione per il calcio in una professione. È giusto che ora passino questi momenti con le loro famiglie, i loro amici, i loro cari e i loro affetti“.
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