Walker: “Certe occasioni nel calcio devi prenderle, il Milan è una di queste. La qualità che abbiamo è paurosa. Il mio futuro…”

Dopo un’assenza di quasi quattro mesi, Kyle Walker torna a parlare nel suo podcast “The Kyle Walker Podcast“, realizzato in collaborazione con la BBC e l’ex centrocampista inglese Michael Brown. Nel nuovo episodio si parla del suo trasferimento al Milan e dei suoi primi mesi rossoneri: ecco le sue parole.

Sul rito di iniziazione: “Ho dovuto cantare una canzone di Amy Winehouse. Ero un po’ nervoso, la prima volta da tempo. Il mio portiere, Magic Mike Maignan, voleva chiedermelo, ma non voleva davvero farlo. Gli ho detto: ‘Lo faccio Mike, no problem’. Ho spaccato sulla sedia, tutti ballavano, anche il mister. Con il sigaro? No, non l’aveva“.

Sulla squadra e l’impatto nello spogliatoio: “Entrare nello spogliatoio del Milan è stato diverso, entri e sai che le persone guarderanno ciò che fai, cercheranno di emulare certe routine, se vado in palestra, se faccio le cose giuste nel modo giusto. Devi essere un esempio. Ho vinto un po’ di cose al City, ora si tratta di tramandare l’esperienza. La qualità che abbiamo nello spogliatoio è paurosa. Sappiamo tutti che non è stata una grande stagione finora, possiamo finirla bene. Con la qualità che abbiamo, tra giocatori e allenatore, a prescindere da ciò che accadrà la prossima stagione, dobbiamo far sì di mettere la quarta“.

Sulla scelta del Milan: “Nel calcio, quando certe occasioni arrivano, devi prenderle. Per me fare esperienza di un nuovo campionato, una nuova cultura, giocare per un club come il Milan, non puoi rifiutarlo. Ci sono certi club nel mondo a cui non puoi dire di no. L’opportunità è arrivata al momento giusto, era il club giusto. Mi sono detto: sai cosa, voglio andare a provare qualcosa di diverso. Non volevo arrivare alla fine della mia carriera con il rimpianto di non aver provato qualcosa di diverso. Era la giusta cosa da fare per me in club del genere“.

Sul suo passato e la trattativa con il Milan: “Non è successo tutto durante la notte, ovviamente, ci sono state discussioni per una settimana, probabilmente cinque giorni. Le mie valigie erano pronte, ero pronto, non giocavo con il City, volevo giocare a calcio. Il mio obiettivo è arrivare a 100 presenze con la Nazionale. I due club dovevano raggiungere un accordo innanzitutto, poi sistemare gli accordi personali. È un processo. Non ho niente di negativo da dire sul Manchester City. Tutto ciò che quel club ha fatto per me sia dentro che fuori dal campo è stato incredibile. Sono stato molto fortunato. I sette anni avuti lì, non penso che succederanno di nuovo nel calcio“.

Su Ibrahimovic: “È una presenza. Aura? Ho giocato contro di lui e l’ho già visto in precedenza, ma ha un’aura, specialmente a Milano e dove ho firmato puoi sentire la sua aura. È ancora come un giocatore, ma ha un altro ruolo ora. La sua aura è incredibile. Ciò che ha fatto per questo club, per questa città, per il calcio: merita tutto ciò che ha ottenuto. L’unico con cui posso accostarlo è Rooney, ma è diverso perché lo conosciamo personalmente e lo conosciamo come Wayne. Zlatan è molto serio, ha un ruolo diverso e ha una personalità diversa da Wayne“.

Sulla Nazionale: “Ashley Cole è l’unico ragazzo nero che ha raggiunto quota 100 presenze in Nazionale: riuscire a raggiungere questo traguardo, sarebbe un onore per me. Quando Tuchel mi ha convocato, è stato un sollievo. Avevo parlato con lui del trasferimento al Milan, gli avevo detto che sarei voluto restare in Europa per riuscire ad essere presente ancora in Nazionale“.

Sull’addio al City e sul suo futuro: “Prima di andarmene, quando sapevo che l’affare era fatto, ho voluto salutare tutti al City, 150 persone circa. Ho davvero parlato con tutti, dai magazzinieri ai fisioterapisti, i cuochi. Non pensi mai a ciò mentre il processo sta andando. Dopo aver salutato, Pep si è alzato e ha fatto un bel discorso nei miei confronti, ringraziandomi per tutto. Ma mi ha anche detto che non è finita lì, sono in prestito al Milan e devo considerare la possibilità di tornare. Ovviamente tutte e due le parti devono raggiungere un accordo alla fine della stagione. Il capitolo non è completamente chiuso, vedremo cosa succederà“.

Sulle parole che ha imparato in italiano: “Ciao, come stai? Tutto bene? I know ‘freddo’, ‘caldo’, ‘sinistra’, ‘destra’, ‘bagno’, ‘uomo’, ‘andiamo’“.

Milan: Kyle Walker (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Kyle Walker (Photo Credit: IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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