Vigilia di Champions. Ultima partita della League Phase, che il Milan con una vittoria potrebbe superare con un risultato storico che gli permetterebbe di raggiungere gli ottavi di finale senza passare dai playoff e classificandosi tra le prime otto d’Europa. Un traguardo inaspettato visto come era iniziata questa Champions League e visto anche l’andamento ballerino in campionato.
Proprio a proposito di questo, i rossoneri hanno il dovere di pensare partita dopo partita. Abbiamo visto come l’euforia della Supercoppa è svanita nel giro di pochi giorni a seguito del pareggio casalingo con il Cagliari. L’altalena di emozioni che ha caratterizzato il primo mese di Conceicao sulla panchina rossonera è sintomo sì di grande cuore, spirito di sacrificio, carattere e chi più ne ha più ne metta ma è anche un campanello d’allarme per come il Milan approccia alle partite e per come soffre per gran parte di esse.
Sette gare alla guida del Milan, cinque vittorie (quattro di queste in rimonta), un pareggio e una sconfitta. Ma il dato che salta di più all’occhio è che Conceicao è andato per ben cinque volte in svantaggio. In diverse occasioni ha anche ammesso che il primo tempo giocato dai suoi ragazzi è stato il peggiore da quando allena. E non si può dire diversamente anche del secondo di Torino con la Juventus. Tante, troppe, amnesie che non possono e non devono far fare al Milan voli pindarici.
Ed una base possiamo dire che c’è. Ad una domanda in cui si faceva riferimento al fatto che il Milan potesse vincere la Champions League, in conferenza stampa, sia il mister che Pulisic hanno risposto allo stesso modo. “Non possiamo guardare troppo avanti perché altrimenti c’è il rischio di inciampare nell’ostacolo più vicino”, Conceicao ha detto più o meno così, e l’americano ha confermato tutto.
Tradotto, fare un passo alla volta. A cominciare dalla Dinamo Zagabria e a continuare con l’Inter. La prima porterebbe ad un risultato unico, la seconda pure ma in maniera differente. Senza mai perdere di vista l’obiettivo principale, che è sempre il prossimo impegno. Perché il Milan negli ostacoli più vicini ci è spesso inciampato e tante cadute ripetute possono fare davvero male.
E se ancora qualcuno si stesse chiedendo se il Milan può vincere o no la Champions League, la risposta è molto semplice. Forse no, forse ci sono squadre più forti e più attrezzate, ma DEVE necessariamente partecipare alla prossima.


