C’è un’idea precisa dietro il nuovo Milan che però si vede più nei principi che nei nomi.
Ruben Amorim ha portato a Milanello un modo di giocare che ruota attorno a una difesa a tre, ai quinti che corrono su e giù in fascia e, soprattutto, a due giocatori stretti alle spalle della punta, chiamati a legare il gioco tra le linee. Sulla carta è un sistema che moltiplica le soluzioni offensive. Nella pratica, però, il Milan si sta scontrando con un problema che va avanti da settimane: non ha ancora i giocatori giusti per riempire quello spazio.
Il ruolo del trequartista in un 3-4-2-1, o se si preferisce in quel 3-4-3 che si accorcia e si allarga a seconda della fase di possesso, non è un lusso tattico ma un ingranaggio necessario. Serve un calciatore capace di ricevere palla spalle alla porta, girarsi in pochi tocchi, aprire il campo con un passaggio filtrante o accelerare l’azione con la palla al piede. È un lavoro fatto di tempi, di letture e di qualità nello stretto, non semplicemente di corsa o di fisicità.
La mancanza di veri e propri trequartisti
Ed è proprio qui che il Milan resta scoperto. Rafael Leao rende meglio quando riceve palla in campo aperto e punta l’uomo, non quando deve gestire un pallone in mezzo a tre avversari con la squadra da servire.
Ruben Loftus-Cheek può garantire inserimenti e fisicità, ma non è mai stato, per caratteristiche, un rifinitore di prima qualità: è un centrocampista con buona corsa, adattato a una posizione che gli somiglia solo in parte.
Amorim lo sa, tanto che in questa fase lo sta comunque provando in quella zona di campo, più per necessità di rosa che per convinzione tecnica. I due giocatori che più si avvicinano al profilo richiesto sono Christopher Nkunku e Christian Pulisic. Il francese ha piedi educati, sa ricevere in spazi stretti e proteggere il pallone, mentre l’americano porta qualità nella rifinitura e nella scelta dei tempi di passaggio.
Il problema è che una squadra con ambizioni di alta classifica non può fondare l’intero reparto su due sole alternative affidabili, specialmente quando il calendario si infittisce tra campionato e coppe e gli infortuni, prima o poi, arrivano.
La ricerca del giocatore giusto
Da qui la ricerca, che va avanti ormai da diverse settimane, di un trequartista aggiuntivo. I rossoneri hanno già investito sull’attacco con l’arrivo di un centravanti di peso, ma la dirigenza sa che senza un rifinitore puro il modulo di Amorim rischia di restare incompleto, costringendo l’allenatore a soluzioni di ripiego anche nelle partite che contano davvero. Non un esterno riadattato, non un centrocampista di corsa, ma un giocatore che sappia leggere gli spazi stretti e servire l’ultimo passaggio: è quello il tassello mancante, ed è quello che il Milan continua a cercare.



[…] The role of the attacking midfielder in a 3-4-2-1, or, if preferred, in that 3-4-3 which narrows and widens depending on the phase of possession, is not a tactical luxury but a necessary component. It requires a player capable of receiving the ball with his back to goal, turning in just a few touches, opening up the pitch with a through ball or accelerating the move with the ball at his feet. It is a role based on timing, reading the game and quality in tight spaces, rather than simply pace or physicality, writes Milan Press. […]