È vero, il Milan ha cambiato allenatore e servirà senz’altro ancora tempo per toccare con mano i miglioramenti dettati da un profondo cambiamento, dalla scelta tecnica ai risultati sul campo. Ma il tempo in un club come il Milan difficilmente può giocare a tuo vantaggio, anzi. Spesso, al netto dei cambiamenti coraggiosi che magari porteranno presto (forse) a qualcosa di positivo, ciò che contano sono i risultati, nell’immediato. Una pazienza che dunque, in via Aldo Rossi, nessuno possiede: dai piani alti ai tifosi, che pagano il biglietto e soprattutto soffrono più di chiunque altro.
Il Milan di quest’anno, targato Paulo Fonseca, sta facendo senza dubbio più fatica di quanto ci si potesse aspettare, e a dirlo sono soprattutto i numeri, che difficilmente mentono. C’è una grande differenza rispetto alla passata stagione, dove la squadra di Stefano Pioli – che derby perso a parte, era partita bene – aveva già raccolto 21 punti in 9 giornate. I rossoneri hanno oggi conquistato invece soltanto 14 punti, 7 in meno rispetto all’anno scorso. Aggiungiamo un ulteriore dettaglio che riguarda la vetta della classifica: lo scorso anno il primato era distante soltanto 1 punto, contro le 11 lunghezze della stagione in corso.

