La sosta delle nazionali dà e toglie, in questo caso si può benissimo dire che ha dato. Così come per Calhanoglu, anche per Ibrahimovic gli impegni con la sua Svezia l’hanno rivitalizzato in vista del finale di stagione. Zero gol, ma due assist nei 155 minuti giocati, tra cui uno di tacco, la sua specialità. Anche se non è arrivata la rete, il numero 11 del Milan torna in Italia molto contento del contributo offerto alla sua nazionale, scrive La Gazzetta dello Sport, e voglioso di prendersi ancora una volta la scena in Serie A.
Già, perché adesso Ibra, così come tutti suoi compagni, avrà come obiettivo quello di finire il campionato al meglio e portare il Milan nell’Europa che conta dopo 7 anni dall’ultima volta. Una squadra di cui è il leader per eccellenza anche senza la fascia da capitano, che per voler suo non ha indossato in nazionale. Perché non sempre c’è bisogno della fascia per sentirsi leader e questo Ibra lo sa e lo sta facendo vedere a tutti. Ora più che mai c’è bisogno dei suoi gol, a partire dalla Sampdoria sabato, per dare continuità a quanto visto a Firenze.


