È inizio marzo, precisamente giorno 8, ed il Milan ha perso l’ultim partita prima di vedere scorrere un lungo stop a causa di una incredibile pandemia, che terrà fermo il mondo intero da lì a tre mesi. In mezzo ci sta il mare, ma per davvero. Il MIlan di Stefano Pioli è tornato in campo con una mentalità diversa, una forza mentale e fisica particolare, una consapevolezza concreta.
MILAN, IL PASSO SCUDETTO
Rientro in campo surreale, perché i rossoneri contro ogni tipo di pronostico e contro la logica e le aspettative, anche dovute a tante voci che alle orecchie di qualsiasi altra compagine avrebbero dato certamente più fastidio. Il caso non è questo. Cinque partite disputate, tra cui tre big match che gli uomini del Club di Via Aldo Rossi avevano perso al girone d’andata: Roma, Lazio e addirittura Juventus. Prima ancora la vittoria di Lecce, assieme all’unica sbavatura di Ferrara, un rocambolesco 2-2 riacciuffato nel recupero.
L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport si è soffermata proprio sul particolare stato di forma degli uomini di Stefano Pioli, che hanno messo in campo voglia, professionalità e spirito di sacrificio, facendo capire di sentirsi tutti all’interno del progetto, almeno fino alla fine di questo campionato. Oltre gli inaspettati risultati, altro fattore sottolineato dalla rosea è caratterizzato dalla solidità di una ordinata fase difensiva, oltre alla quantità ed il peso dei gol segnati dal Milan. Una media di tre gol fatti per ogni match per quelo che riguarda la fase offensiva. Retroguardia che invece ha concesso soltanto 11 tiri durante queste 5 memorabili partite, che probabilmente in una fase diversa della stagione – come magari inizio anno – avrebbero avuto un peso ancor più diverso.

