Serginho: «Non voglio nemmeno pensare di non vedere il Milan tra le prime quattro. Su Leao…»

Serginho ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato della situazione attuale del Milan. L’ex terzino sinistro brasiliano ha analizzato le difficoltà rossonere: ecco le sue dichiarazioni.

Serginho: «Mi preoccupo del Milan, non delle altre»

«Niente di così strano e anomalo. In questa stagione la squadra ha fatto molto bene contro le grandi, ma ha sofferto parecchio contro le medio piccole. Quando il Milan deve proporre gioco, va più in difficoltà: a San Siro era successo anche con il Parma».

Serginho prosegue: «Non mi preoccupo delle squadre che sono dietro, ma del Milan: se gioca con la personalità che ha mostrato nel derby e in tante altre partite, non mi preoccupo per l’ingresso nelle prime quattro. Penso che la classifica avrebbe potuto essere ancora migliore rispetto all’attuale se non ci fossero stati dei passi falsi evitabili contro avversarie inferiori. Io da tifoso speravo che la squadra riuscisse a vincere lo scudetto, ma ha lasciato per strada troppi punti in incontri alla portata. Il Milan ha il destino nelle sue mani e dipende solo da se stesso, dai risultati che farà».

E su Leao…

Sul modulo: «Il 3-5-2 che ha portato il Milan così in alto in classifica è un sistema che dà solidità alla squadra e valorizza molte individualità, ma non gli attaccanti. Leao e Pulisic sono due esterni offensivi e non hanno le caratteristiche per giocare spalle alla porta: hanno bisogno di spazi per giocare l’uno contro uno, per crossare o per arrivare alla conclusione. Soprattutto Leao se non ha la possibilità di ripartire a sinistra, è penalizzato. Si è sacrificato a fare il centravanti e in alcuni incontri ha fatto bene e segnato, ma non è il suo ruolo naturale».

Sui fischi di San Siro a Leao: «Nel calcio tutto cambia velocemente e non darei giudizi definitivi. Magari i fischi di sabato per Leao saranno uno stimolo in più per dimostrare quello che vale in questo finale di stagione. A volte basta un gol per riaccendere l’amore. Per esempio se segnasse la rete decisiva per battere la Juventus…».

Serginho conclude: «Il Milan deve giocare la Champions. Per la sua storia, per il club che è e per i tifosi che ha. Io sono ottimista e non voglio neppure pensare che dopo l’ultima giornata non saremo tra le prime quattro: siamo lassù dall’inizio e resto convinto che ce la faremo. Sono ottimista e credo in Allegri e nei suoi uomini. A Verona e contro la Juventus vedremo il vero Milan. Ne sono convinto».

Serginho - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Serginho – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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