Milan, il ritorno di Allegri non è una minestra riscaldata

Il Milan 2.0 di Massimiliano Allegri non si sta assolutamente rivelando una minestra riscaldata. Sarà che quando passa tanto tempo, si cambia e non ci si riconosce più, in questo caso ci si conosce nuovamente. E probabilmente è andata proprio così tra il club rossonero e il tecnico toscano, che dopo 11 anni si sono riuniti. Due società diverse, ma due squadre simili: il suo primo Milan voleva tornare grande, così come quello attuale.

La rosa corta non sta creando alcun problema, idea sicuramente di Max, anzi: sta mostrando diversi giocatori più che utili alla causa (Bartesaghi su tutti, ma anche Athekame e Jashari stanno piano piano uscendo fuori). Il piano però rimane sempre lo stesso: l’obbiettivo è quello di entrare tra le prime quattro e partecipare alla prossima Champions League, tutto il resto non conta. Inutile con lui menzionare la parola Scudetto.

L’Allegri analista: testa prima del campo

Ma come è riuscito a sistemare questa squadra che l’anno scorso aveva così tanti problemi? Più che l’allenatore, qui è venuto fuori l’analista che è in Max. Allegri è sempre stato un gran gestore di gruppi, e anche in questo caso si sta dimostrando tale. L’aspetto psicologico era il più preoccupante, forse anche più preoccupante di aspetti di campo come i troppi gol subiti. È riuscito a mettere insieme una vera e propria famiglia, e il clima positivo ora si percepisce.

Milan-Roma: Massimiliano Allegri, Alexis Saelemaekers (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan-Roma: Massimiliano Allegri, Alexis Saelemaekers (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

Una famiglia più che una squadra. Si sente da come i giocatori parlano durante le interviste e si sente quando sono in campo: uno per tutti e tutti per uno! Anche il suo metodo attitudinale nelle diverse fasi di partita da i suoi frutti: bastone quando la squadra gioca bene e carota quando è in difficoltà. Un controsenso? Non proprio, una carezza fa sempre bene nei momenti di difficoltà: la personalità dei propri calciatori (escludendo qualcuno) non è quella di chi esce fuori quando spronato duramente, ma – evidentemente – di chi riacquisisce fiducia sapendo che il proprio tecnico gli guarda le spalle.

Mentre è utile, poi, utilizzare il bastone quando la gara sta andando per il verso giusto, in modo da tenere sempre la concentrazione alta e l’adrenalina a mille. Non per niente nei finali di partita parte l’Allegri Show: sono minuti importanti e non si deve assolutamente rischiare alcunché.

Equilibrio e cinismo: perché il Milan ora ci crede davvero

Che dire, per ora sta funzionando, il Milan è secondo con ben 7 punti di differenza dalla quinta (Roma). La Champions è alla portata, lo Scudetto potrebbe esserlo, ma per ora è presto. L’Inter ha un vantaggio di cinque punti, ma anche tanti impegni da qui alla fine, lascerà qualche punto per strada?

MIlan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Peter Fitzpatrick / Action Plus / Shutterstock / IPA via IPA Agency)
MIlan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Peter Fitzpatrick / Action Plus / Shutterstock / IPA via IPA Agency)

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