Milan, assenza di Rabiot: Loftus-Cheek verso la titolarità. Come cambia il centrocampo e i piani di Pioli

La pausa per le nazionali porta cattive notizie in casa Milan: Allegri dovrà rinunciare a Rabiot e Pulisic (punti cardine del Diavolo in questo inizio di campionato), senza contare gli acciacchi dei vari Saelemaekers ed Estupinan, che comunque dovrebbero recuperare in breve tempo.

Quanto fatto in queste prime sei partite di campionato dai rossoneri non era affatto scontato: dopo l’inciampo alla prima di campionato contro la Cremonese, i rossoneri hanno subito solamente un gol (nella vittoria per 2-1 contro il Napoli) nelle successive 5, raccogliendo 13 punti. Tutta un’altra storia, quindi, rispetto allo scorso anno, dove non si riusciva a trovare la chiave giusta per registrare la difesa.

Fuori Rabiot, dentro Loftus-Cheek

Il merito di questa fase difensiva così attenta è anche del centrocampo composto da Rabiot, Modric e Fofana, istruito per dare apporto ai propri difensori posizionati alle loro spalle. Ora, però, uno dei tre pilastri di centrocampo non sarà disponibile per qualche settimana, l’infortunio è più serio di quanto si pensasse inizialmente e il tecnico rossonero dovrà trovare la soluzione giusta. Ma come cambia il centrocampo del Milan senza Rabiot?

Milan: Adrien Rabiot (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Milan: Adrien Rabiot (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)

In pole per sostituirlo c’è senz’altro Ruben Loftus-Cheek, appena tornato dall’Inghilterra dopo aver risposto presente alla convocazione dei Tre Leoni, che come caratteristiche è senz’altro l’uomo perfetto per sostituire il francese. Lo stato di forma (soprattutto fisica) dell’ex Chelsea è ottimo, e Allegri ha sin da subito gradito il suo modo di intendere calcio. Il suo ruolo, presumibilmente, sarà quello di imporre una presenza fisica e dinamica tra le linee, così da poter difendere in campo aperto, ma anche aggredire in profondità.

Poche garanzie Viola, ma…

Dall’altra parte, però, anche Pioli ha qualche grattacapo da risolvere: il suo centrocampo non ha dato grandi garanzie finora, il tecnico Viola si è spesso affidato alla coppia MandragoraNicolussi Caviglia, che per quanto si sia comportata sufficientemente bene, potrebbe non essere in grade di tenere nei limiti la fisicità di Loftus-Cheek e Fofana. Pioli non ha ancora trovato la composizione giusta della sua squadra, e la posizione in classifica parla chiaro: diciassettesimo con tre punti in sei partite, zero vittorie.

Per come gioca il Milan, ma anche come da lui stesso detto in conferenza: “Mi aspetto un Milan che vuole condurre il gioco“, la Fiorentina si presenterà con un assetto chiaramente difensivo, e con tanta voglia di fare male in ripartenza. Le fasce rossonere potrebbero avere dei problemi, Estupinan e Saelemaekers – come detto – non sono al top, e se non dovessero partire dall’inizio, si presume che Pioli voglia provare a ferire il Milan colpendolo proprio da quelle parti.

Insomma, la gara si svilupperà soprattutto sui tatticismi e, a meno di colpi di scena, è prevedibile un risultato a basso quantitativo di gol. Domenica a San Siro si ritroveranno due visioni di calcio diverse ma legate da un passato comune: chi saprà imporsi questa volta?

Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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