La sconfitta di ieri sera contro la Lazio ha testimoniato ancora una volta quanto questo Milan sia assolutamente Rabiot-dipendente.
Milan: i numeri con e senza Rabiot
Senza il numero 12 in campo, senza contare le prime due con Cremonese e Lecce perché ancora non acquistato, i rossoneri hanno ottenuto 2 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta: una media di di 1.42 punti, nettamente inferiore a quella di 2.35 conquistata con cui in campo (14 vittorie, 5 pareggi e 1 sconfitta in 20 partite).
Un calo drastico che evidenzia un enorme problema, la dipendenza da un giocatore, che si divide in due: la mancanza totale nelle rotazioni a centrocampo di un elemento anche solo simile al francese e l’assenza di leadership tolto Luka Modric tra i 10 giocatori di movimento.
Il problema tattico
Come detto il Diavolo in squadra non solo non ha un giocatore simile a Rabiot (in pochi ce l’hanno in Italia), ma non ha neanche un centrocampista che riesce a svolgere in maniera simile il ruolo.
Il francese è un unicum per la qualità che mette in interdizione, ripartenza e conclusione dell’azione tra rifinitura e abilità davanti al portiere, ma anche per l’aiuto alla fase difensiva, ed è quindi difficilmente sostituibile in toto.
Il peccato capitale della società è stato quello di non provare a cercare a gennaio un elemento che potesse anche solo essere un sostituto meno forte ma almeno simile, costringendo Max Allegri a schierare uno tra Loftus-Cheek (ora out per infortunio), Ricci o Jashari, che poco centrano con il compagno.
Il problema di leadership
L’altro problema è quello legato alle cosiddetti “intangibles”, ossia tutte quelle abilità che non possono essere viste nelle statistiche, ma che chiunque guardando un professionista in uno sport di squadra può notare: la leadership, la grinta, la comunicazione, l’atteggiamento generale.
Tutte qualità che non si insegnano, si hanno e si mettono a disposizione naturalmente e che vanno coltivate con la crescita. Adrien Rabiot, Luka Modric, e Mike Maignan le hanno, ma chi altro le ha in squadra?
Cosa fare in vista dell’anno prossimo
La società in estate dovrebbe fare due cose per rinforzarsi: cercare un centrocampista simile all’ex Olympique Marsiglia per dare allo staff la possibilità di sostituirlo quando serve e farlo rifiatare e ampliare un po’ la policy degli acquisti.
Rabiot è infatti arrivato quasi per caso vista la grossa lite in spogliatoio con Rowe ed è sempre sembrato palese che un elemento come lui non era del tutto nei piani della dirigenza.
Questi problemi però dovrebbero aver rinforzato l’idea che in una squadra che punta a vincere, e nel Milan si deve puntare a quello, non si possono prendere solo giocatori poco pronti di belle speranze o giocatori rivendibili ma con poco mordente, ma anche elementi che portino una certa mentalità e risolvano le situazioni difficili.



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