Sul tabellino di Lecce-Milan non figurerà il nome di Rafael Leao sul primo gol perché trattasi di autorete, altrimenti lui e Christian Pulisic avrebbero fatto en plein. Un assist (due in realtà), due gol (e rigore procurato): alla fine chi decide le partite porta spesso uno dei due nomi per la fortuna del Milan, dei compagni e degli allenatori.
Lo statunitense ha offerto una delle migliori prestazioni degli ultimi tempi per quantità e qualità. Non sono solamente i gol del secondo tempo, ma anche il primo tempo in quella posizione ibrida tra la trequarti e la sinistra, da sempre quella che più gli si addice. Sembra aver ritrovato freschezza dopo un periodo complicato anche dal punto di vista fisico, mentre la classe… quella non l’ha mai persa.
La gestione del portoghese è uno dei temi più dibattuti delle ultime ore per via della nuova panchina per cui ha optato Sergio Conceicao. Dal suo arrivo, su 19 partite, sono solo 10 quelle in cui il numero 10 ha disputato l’intera gara o almeno 80 minuti. Sono 3 i gol e 4 gli assist in questo arco temporale. Il suo impatto a partita in corso ha portato agli effetti sperati, seppur non nell’immediato perché i primi venti minuti di seconda frazione non sono stati positivi in generale per la squadra.
La loro importanza si può notare anche dai numeri in Serie A nelle ultime due stagioni. Pulisic ha raccolto 60 presenze, segnando 20 gol e fornendo 14 assist (34 partecipazioni). Leao, invece, ha raccolto 59 presenze, segnando 15 gol e fornendo 16 assist (31 partecipazioni). Nessuno come loro in squadra, nessuno meglio di loro: il 10 e l’11, Lecce è solo l’ultima tappa per le ali del Diavolo.


