Contes(Tare): i tifosi preparano la protesta, la dirigenza risponde col DS. Sarà un nuovo Milan?

Una settimana dopo la delusione della finale di Coppa Italia, persa mestamente contro il Bologna, e a tre giorni da Roma-Milan, in cui il Diavolo ha definitivamente detto addio ad un piazzamento in Europa nella prossima stagione, arrivano forti segnali di contestazione da parte della tifoseria, nei confronti della dirigenza. C’è chi aveva annunciato la flessione rossonera già a maggio del 2024, quando con Lopetegui prima e con Fonseca poi, la società aveva dato segnali di ridimensionamento. Eppure, nonostante abbiano provato (a parole) a dimostrare il contrario, il campo non mente mai, anzi. In dodici mesi, si è passati dal secondo posto, ed essere tra le squadre candidate al titolo, o comunque tra le probabili prime quattro squadre, ad un nono posto del quale mai ci si è schiodati. Questo è il frutto di un pessimo lavoro, di tutto il team dirigenziale, dei giocatori e degli allenatori. Tutti coloro che lavorano in orbita Milan, hanno delle responsabilità. Per questo motivo, servirà di più.

LA CURVA PREPARA LA CONTESTAZIONE

Come detto prima, nel corso di questa stagione, la curva sud, ma in generale tutta la tifoseria, ha lanciato i primi segnali, spesso anche forti, nei confronti di una dirigenza che per troppo tempo si è sentita bella e perfetta, e nel contempo cercava di nascondere la polvere sotto al tappeto. Ma tutti i nodi vengono al pettine, ed i tifosi ben presto si sono accorti di tutto questo. Milan-Lazio dello scorso marzo, in questo senso, è stato un segnale importante: lo striscione “solo per la maglia“, l’ingresso in Curva Sud solo dopo 15 minuti, l’esordio con un fortissimo coro indirizzato al proprietario, ed infine la contestazione durante tutti i restanti minuti, nei confronti della società. Altra cosa importante, la tifoseria organizzata rossonera, non ha mai fatto cori contro i calciatori, se non qualche fischio per mostrare dissenso. Durante tutta la stagione non ha mai fatto mancare la propria vicinanza ai calciatori, neanche quando le cose stavano andando male, e neanche nelle ultime settimane, quando tutto ciò che è stato costruito è stato buttato giù.

Sabato, però, sarà un altro discorso: il Milan non si giocherà nulla in termini di classifica e piazzamento, e allora i tifosi non faranno prigionieri, giustamente. Nella giornata di ieri, è stato annunciato il programma della contestazione di sabato: “Da Casa Milan ci spostiamo tutti allo stadio dove entreremo per il primo quarto d’ora, facendo sentire anche dentro San Siro le nostre ragioni, per poi abbandonarli, lasciandoli soli con la loro vergogna. Con la civiltà e la correttezza che ci contraddistinguono da sempre e nel rispetto del pensiero di tutti, sabato sarà fondamentale la presenza massiccia in entrambe le iniziative, per lanciare un messaggio chiaro e inequivocabile da parte di tutto il popolo rossonero!” 

E chissà che questa volta, in un mix tra rumore, silenzio, presenza fisica ed assenza, non si ottengano, finalmente, delle risposte importanti da parte della società, che oramai ha perso fiducia, ed ha toccato il fondo. Ma dal fondo si può solo risalire.

LA SOCIETA’ RISPONDE CON TARE E I RINNOVI: BASTERA’?

Intanto il club rossonero risponde con Igli Tare. L’ex direttore sportivo della Lazio è la prima mossa, la prima reazione, ad una stagione fallimentare. La seconda, potrebbe essere l’allenatore, con Vincenzo Italiano come candidato forte, gradito dall’AD Furlani. Non deve passare il messaggio che basti questo per risalire la china e risollevare il morale di una tifoseria che quest’anno è stata “umiliata” e “demolita”, da una serie di comportamenti, azioni, dichiarazioni. Una rosa che rischia di perdere i propri big, come Reijnders e Pulisic (e non solo loro), che con un progetto per nulla chiaro e per nulla futuribile, e soprattutto senza la Champions League, si stanno guardando – giustamente – intorno, e chiedono risposte. Il prossimo anno non si potrà fallire, e visto che, nessuno dei dirigenti saluterà, o si lavorerà bene, analizzando ogni singolo dettaglio, allora lo scontro sarà ancora più netto. Non basterà di certo il solo ingresso di Tare in dirigenza per calmare le acque. Il Milan va protetto, difeso, coccolato. Perché il Milan pretende tanto, forse troppo. È proprio per questo che esistono le categorie.

Giorgio Furlani, Igli Tare - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Giorgio Furlani, Igli Tare – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Ernesto Lepera
Ernesto Lepera
Mi chiamo Ernesto Lepera, sono uno studente in Comunicazione Pubblica, Sociale e d'Impresa. Aspirante giornalista sportivo, coltivo questo sogno sin da bambino. Lavoro per realizzarlo.

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