Milan, prima amichevole in archivio: le impressioni. I top e i flop

Milan: la squadra al raduno di Milanello - MilanPress, robe dell'altro diavolo
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Una sgambata più che un’amichevole, ma comunque un piccolo test per avere le prime impressioni dai nuovi e dai vecchi rossoneri. Il Milan ha battuto il Lemine Almenno con il risultato di 3-0 grazie alle reti, tutte nel primo dei tre tempi da 20′. La prima di Messias dopo 8′, la seconda di Rebic al 10′ e la terza di Gabbia al 20′. Il nostro inviato a Milanello Daniel Speranza, insieme al resto della redazione di MilanPress.it, ha fatto il punto delle prestazioni.

Milan-Lemine Almenno: i top rossoneri

  • Ante Rebic: il capitano che non ti aspetti. Nella veste inconsueta con la fascia al braccio, il croato ha dimostrato di essere tornato dalle vacanze con un grande spirito di rivalsa. Per lui 40′ in campo nel ruolo di centravanti mobile, capace di non dare alcun punto di riferimento. La condizione fisica è apparsa già buona e spesso è riuscito a liberarsi nello stretto dalla marcatura degli avversari. Ancora prematuro dire se sarà la sua stagione, ma se il buongiorno si vede dal mattino…
  • Junior Messias: il primo marcatore. Fresco di acquisto a titolo definitivo, il brasiliano ha subito voluto lanciare un segnale: se arriverà un esterno destro, dovrà guadagnarsi il posto con il lavoro quotidiano. La prima rete non è banale: un tiro preciso che si appoggia sul palo prima di finire oltre la linea di porta. La stoccata non è stata l’unica giocata dei suoi 40′, poiché ha cercato spesso l’uno contro uno, riuscendo a superare l’avversario. Anche la gamba è parsa pimpante, nonostante i pochi giorni di allenamento. Ricordiamo che la scorsa stagione non fece la preparazione estiva con la squadra, essendo arrivato al termine del mercato: sorpresa dell’annata?
  • Yacine Adli: l’intraprendenza fatta a giocatore nei 31′ concessi da Pioli. Forse ancora impreciso nelle giocate (ricordiamo, ad esempio, il passaggio sbagliato per Ballo-Toure ad inizio match o il passaggio orizzontale sbagliato nella metà campo rossonera), ma cerca sempre lo spazio giusto per ricevere e gestire l’azione. La palla scorre bene e inizia ad affinarsi l’intesa con i compagni. Attenzione al pianista (o pittore)…
  • Ballo-Toure: segnali ottimi. Tanta corsa e anche buoni palloni messi al centro dal suo lato. Da non sottovalutare anche l’intraprendenza, come già fatto notare per il compagno sopracitato. La fiducia della società può essere stato un boost decisivo: vice di lusso?

Milan-Lemine Almenno: i “flop” rossoneri

Premessa: era una sgambata ed in quanto tale bisogna prendere con le pinze la parola “flop”. Inseriamo qui i giocatori che hanno brillato meno, ma non sono bocciature vere e proprie.

  • Brahim Diaz: poco incisivo. A volte sembra perdersi troppo nelle sue doti: pallone sempre attaccato al piede, forse un po’ troppo, tanti tentativi di dribbling. Poi il problema principale anche della scorsa annata: poca cattiveria davanti alla porta. Negli occhi c’è ancora quell’errore col mancino dopo aver saltato il portiere avversario. È solo il primo test, ma c’è da migliorare.
  • Bakayoko: senza infamia e senza lode. Non una prestazione da ricordare, anche se la voglia di lottare sembrava esserci. Pressa alto come vuole Pioli dal quale riceve i complimenti, ma non si vede particolarmente né in fase offensiva né in fase difensiva, se non con un’imbucata verticale nella propria metà campo per Diaz. Necessari test più provanti: Colonia può essere un’indicazione.

Milan-Lemine Almenno: i giovani

Sono stati tanti quelli fatti giocare dal tecnico emiliano. I protagonisti principali sono stati Chaka Traore e Roback, i quali si sono resi pericolosi nel corso del terzo tempo accanto a Maldini schierato nella posizione di centravanti. Un intervento buono e in generale una gestione sufficiente quella di Michelis al fianco di Gabbia al centro della difesa, così come l’impatto di Robotti nel corso degli ultimi 20′.

Da rivedere Coubis, Brescianini e Frigerio. Il primo è apparso un po’ imballato sia nel ruolo di terzino destro che in quello di centrale difensivo. Gli altri due troppo timidi, quando in realtà potevano sfruttare l’occasione per mettersi in mostra. Esordio per Bartesaghi che prova anche un’azione personale sul finale, ma viene fermato dalla difesa avversaria. Nulla da segnalare sulla prestazione di Stanga.

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