Il normalizzatore Stefano Pioli: il più sottovalutato tra i big 

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È trascorsa una settimana, oggi, dall’attesissima conferenza dell’Allegri 2.0. Giustamente attesa, dato che, dopo due anni di assenza dalle panchine e due anni di sbandamento e incertezze in casa bianconera, il ritorno del tecnico toscano rimette la Juventus in cima alla lista delle pretendenti allo scudetto 2022.

E proprio durante il suo consueto show davanti ai microfoni, il ‘Conte Max’ ha ricordato come il prossimo campionato sarà quanto mai agguerrito e combattuto, soprattutto grazie al ritorno di top allenatori al comando delle cosiddette Sette Sorelle come Mourinho, Sarri e Spalletti. Tanti elogi, tanti complimenti a tutti, tranne che nei confronti di Stefano Pioli, nominato per ultimo e quasi dimenticato nell’elenco.

Così com’è arrivato, nello scetticismo, così ripartirà nonostante l’obiettivo quarto posto centrato contro ogni pronostico. Ma partiamo dalle avversarie: è così certo che a guadagnarci siano state le squadre che hanno cambiato guida tecnica? Non è un’equazione scontata. Non sarà infatto facile, ad esempio, per i biancocelesti – abituati a espeimere un calcio arcigno e verticale, – assimilare in breve tempo i dettami tattici di uno come Maurizio Sarri.

Non sarà facile per Simone Inzaghi – per quanto sia quello più simile per temperamento e modulo preferito – raccogliere l’eredità di Antonio Conte. Così come non saraper niente facile per Max Allegri far finta che questi due anni non siano mai trascorsi e riprendere le fila dalle macerie – si estremizza – tattiche lasciate dal presunto ‘Maestro’ Pirlo. Senza considerare poi la tradizione nostrana delle minestre riscaldate..

Per non parlare di Mourinho poi: bome altisionante, nulla da eccepire, ma mister che nelle ultime esperienze britanniche ha raccolto esclusivamente delusioni. Chi parte favorito – mi permetto – invece è proprio chi continuerà da dove aveva finito, dando seguito ad un progetto: Atalanta e Milan, tra le altre cose le due squadre che lo scorso anno hanno espresso il miglior gioco.

Ma al di là di questo, è piuttosto ingeneroso non annoverare uno come Pioli nella lista dei tecnici top: capace di portare la Lazio in Champions, il ‘normalizzatore’ rossonero non è – come spesso si dice – il mero alter ego, prestanome di Zlatan Ibrahimovic. Stefano Pioli è l’uomo che in poche settimane è stato capace di rivoluzionare un modulo, da anni schiavo di un giocatore compassato e limitante come Suso.

È un uomo che è stato capace di apprendere, apprezzare e fare propri i valori del Milan, al punto di infonderli ad un gruppo di ragazzi fino a prima allo sbaraglio. Pioli è un uomo che dopo anni è riuscito nell’impresa di trasformare una squadra in una famiglia e a riportarla nel suo habitat naturale, la Champions League.

Ma meglio così, partire a fari spenti è sempre il modo migliore per non deludere grandi aspettative. E come si può se non con un semplice e dimenticato ‘normalizzatore’?

Milan: Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Stefano Pioli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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