Milan, l’incertezza sul modulo potrebbe essere un problema: meglio il 4-3-3 o il 4-3-2-1?

L’inizio di stagione del Milan ha visto i ragazzi di Stefano Pioli passare da momento esaltanti a difficili, e viceversa. Dopo un inizio di stagione quasi sorprendente, con le bellissime vittorie contro il Bologna, il Torino e la Roma, arriva prima la batosta nel derby con l’Inter (5-1) e poi il pareggio più che immeritato contro il Newcastle, a spegnere un po’ gli animi infuocati del Diavolo. Dopo la Champions però i rossoneri tornano alla grande, vincendo contro Verona, Cagliari, Lazio e Genoa in campionato, ma pareggiando a reti bianche un altra partita di Champions League contro il Borussia Dortmund.

Al rientro dalla sosta (dopo la partita di Genova) arrivano subito tre partite dal coefficiente di difficoltà altissimo: Juventus, Paris Saint-Germain e Napoli. I rossoneri hanno messo in campo due ottime prestazioni in tre partite, sbagliando l’approccio contro i francesi, perdendo con un uomo in meno contro la Juventus e facendosi recuperare in rimonta dal Napoli. Ma il periodo no non finisce qui, perché una settimana dopo il Napoli arriva a Milano l’Udinese, che vince a San Siro e fa piovere le critiche (e i fischi) su un Diavolo con il fuoco spento. Verosimilmente nel momento in cui c’era più necessità di concretezza, è arrivata una bellissima vittoria di carattere contro il PSG, che rimette in discussione il discorso Champions e può fornire risposte – domani a Lecce – su quanto questo Milan possa ancora contendersi la lotta al campionato con Inter, Juventus e Napoli.

Stadio Via Del Mare Lecce
Stadio Via Del Mare Lecce

INCERTEZZA DI MODULO

Uno dei problemi di questi alti e bassi rossoneri, potrebbe anche essere l’incertezza sul modulo da schierare. Già, perché in questa stagione (tra Serie A e Champions League) si sono già alternati quattro tipi di schieramenti differenti: 4-3-3 (il più utilizzato, in ben 11 occasioni), 4-2-3-1 (2), 4-4-2 (1), 3-4-3 (1). Pioli quindi quest’anno ha puntato più sul 4-3-3 – che un pò aveva risistemato le cose dopo la grande crisi nella scorsa stagione – che sul 4-2-3-1, anche se bisogna dire che, a match in corso, uno dei tre centrocampisti (tendenzialmente Krunic o Loftus-Cheek) tende quasi sempre ad alzarsi e giocare più nella trequarti avversaria, mentre Musah e Reijnders si abbassano come mediani.

La domanda che aleggia nell’aria allora è: “Meglio il 4-3-3 o il 4-2-3-1?“. Anche Pioli è ancora alla ricerca della risposta a questa domanda che tanto facile non è, ma d’altro canto in una squadra dove il centrocampo è completamente nuovo, fare qualche prova e prendersi del tempo per conoscere chi si ha a disposizione è una scelta quasi obbligatoria. Ma ora, dopo che 2 mesi di stagione sono già volati, e tante prove (anche causa infortuni) sono state fatte, bisogna ritrovare ( o far nascere) una propria solidità, ma soprattutto una propria identità, cosa che al momento manca. Trovare un modulo fisso, senza dover ricorrere (a meno di ulteriori infortuni) ai ripari provando altri sistemi di gioco, potrebbe essere una svolta per questo nuovo Milan che per il momento è un “Work in Progress“. Entrambi gli schemi (4-3-3 e 4-2-3-1) possono essere interpretati alla grande dalla squadra, ma l’ardua scelta spetta al Coach che, tirando le somme, prenderà la decisione finale.

Intanto domani, al Via Del Mare di Lecce, è necessario dare continuità di vittorie, partendo da quella di martedì contro il PSG – forse una delle più belle dell’era Pioli, certamente del post Scudetto – e mettendo in campo lo stesso animo e la stessa voglia. Solo così si può andare lontani e sognare, il tempo c’è.

Milan-PSG: Mike Maignan, Fikayo Tomori, Malick Thiaw (Photo Credit Agenzia Fotogramma)
Milan-PSG: Mike Maignan, Fikayo Tomori, Malick Thiaw (Photo Credit Agenzia Fotogramma)

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