Gazzetta: Milan, avanti con Pioli. Il tecnico resiste, la società ha fiducia in lui

Stefano Pioli resta l’allenatore del Milan, almeno per il momento. L’edizione questa mattina in edicola de La Gazzetta dello Sport evidenzia come la società rossonera abbia confermato la fiducia all’allenatore sulla graticola, reduce da tre sconfitte ed un pareggio nelle ultime quattro partite. Niente cambi di allenatore, anche perché il Psg è dietro la porta. E nessuna abiura sulla gestione, perché si ritiene che la squadra sia con Pioli. Attenzione, il Milan non derubrica la crisi a incidente di percorso, ma continua ad aver fiducia in un progetto nato in estate sulle fondamenta di uno scudetto e una semifinale Champions.

La squadra ieri si è trovata per il classico allenamento di scarico, e l’idea, condivisa nei dialoghi di Milanello, che tutti siano chiamati a dare di più. L’a.d. Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada, responsabile area tecnica, non sono saliti a Milanello, perchè il Milan ha deciso in estate che Pioli sarebbe stato il riferimento al centro sportivo e prosegue su quella linea. Oggi a Milano arriverà il patron Gerry Cardinale, guarderà la partita col Psg di domani sera, e non è detto che incontrerà la squadra o Zlatan Ibrahimovic. Cardinale in questo momento appare come il primo sponsor di Ibra, l’uomo che più lo vorrebbe dentro il club, magari come advisor personale, ma è chiaro che la decisione sarà delicata. Da un lato, la squadra con lo sguardo perso di sabato scatena la facile retorica sull’uomo forte che arriva, fa la faccia cattiva, corregge i comportamenti e cambia i destini. Dall’altro, chiamarlo ora rischierebbe di dare al mondo l’immagine di un progetto non sufficiente a se stesso.

Il Psg prima e il Lecce poi diranno molto sul futuro di Pioli. Due vittorie riporterebbero il Milan in piena corsa per gli ottavi di Champions e lo terrebbero almeno a distanza ragionevole dall’Inter. Due sconfitte farebbero calare un virtuale sipario sull’Europa nobile e aprirebbero ufficialmente la crisi. Di sicuro, il Milan non può pensare di andare avanti come nelle ultime due settimane e i giocatori ora saranno al centro dei riflettori. La squadra sabato non ha risposto a Pioli, è stata slegata, senza la lucidità per organizzare un piano partita e la ferocia per metterla sull’agonismo. Già domani, al netto del risultato, deve rispondere.

Uno smarrimento è percepibile, e Pioli nelle ultime settimane ha preso decisioni che non hanno pagato. Contro il Psg, dopo un buon inizio, si è allungato ed è sprofondato. Contro l’Udinese, ha scelto il doppio centravanti e Jovic lo ha lasciato a piedi. Okafor, nel secondo tempo, ha fatto appena meglio. Facile dire che tutto ora gli va contro: i 21 infortuni in tre mesi e mezzo, l’attacco che non fa più gol, Reijnders involuto, gli acquisti estivi indisponibili o deludenti. E ancora, la dipendenza da Leao, le esternazioni di Calabria e Giroud.

La domanda che conta però è un’altra: c’è la possibilità di risalire, di trasformare questo autunno in un brutto ricordo? A gennaio il Milan disse sì e andò avanti. Seguirono una timida ripresa in campionato, con il quarto posto arrivato in tribunale, e un percorso europeo da emozioni forti: elettrizzante con Tottenham e Napoli, tristissimo nei due derby di semifinale. Cardinale, Furlani e Moncada ieri hanno risposto allo stesso modo…

Milan: Gerry Cardinale, Stefano Pioli (Photo by AC Milan/AC Milan via Getty Images)
Milan: Gerry Cardinale, Stefano Pioli (Photo by AC Milan/AC Milan via Getty Images)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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