Le pagelle di Milan-Parma: Pavlovic un uomo (solo) in missione, 8. Theo e Leao…

Di seguito le nostre pagelle al termine di Milan-Parma, match valido per la ventiduesima giornata di Serie A, terminato 3-2 a San Siro.

MAIGNAN: 6,5 – Salva su Almqvist, ha salvato anche su Camara, ma non è fortunato nel tap-in. Sarebbe stato decisivo anche oggi, è chi gli sta davanti a non aver fatto il proprio lavoro.

CALABRIA: 5,5 – Manca la precisione e la lucidità nei cross, sempre fuori misura. In fase difensiva regge, ma non basta.

GABBIA: 5,5 – Non segue con attenzione il taglio di Camara che porta all’1-2 del Parma. Per il resto partita sufficiente, ma quell’errore poteva pesare.

PAVLOVIC: 8 – Prestazione monumentale. Guadagna il calcio di rigore, non si fa mai superare e nel finale muto di San Siro alza la voce sostanzialmente da solo. Segna, il gol gli viene annullato, fa un assist per un’occasione di Jovic, salva su un’occasione del Parma in area. Non contento? Fa assist di testa per Chukwueze. Pazzesco.

THEO HERNANDEZ: 4,5 – Non è solo la scivolata sul gol di Cancellieri, ma tutto il resto. Un primo tempo pessimo, sulla falsa riga di molte altre gare della stagione.

MUSAH: 5,5 – Ha il merito di quel passaggio splendido per il gol di Reijnders, ma la partita è generalmente non sufficiente. Troppo pasticcione nei passaggi, nei posizionamenti in campo. Certo, cambiare tre ruoli in una partita non aiuta.

FOFANA: 5,5 – La paura c’era ed è successo. Era diffidato, salterà il derby. In campo è costretto a riaggredire e correre tanto all’indietro per le transizioni avversarie.

REIJNDERS: 6,5 – Non era stata la sua miglior partita, anzi. Nel secondo tempo è “colpevole” in un’occasione in area perché non serve tutto solo Bennacer e s’intestardisce.

PULISIC: 6 – Infallibile dal dischetto. Non è al 100% e si vede, ma la sua leadership è tutta in un’immagine: sul gol di Chukwueze chiede ad ampi gesti a Bartesaghi la sovrapposizione. Aveva ragione lui.

MORATA: 5 – Attacca più di altre partite la profondità, però finisce quasi sempre in fuorigioco. Non è incisivo sotto porta.

LEAO: 5 – Probabilmente non era al top della forma e sul campo si è visto. Si sarebbe guadagnato anche un calcio di rigore che Abisso non ravvede al 21′ nel contrasto con Hernani.

 

BENNACER: 5,5 – La palla persa sul secondo gol del Parma nasce da un suo errore con un passaggio orizzontale e difficile per Musah. Appare comunque in crescita di condizione.

BARTESAGHI: 7 – Non è facile subentrare a Theo Hernandez, ma lui lo fa con una prestazione solida e qualitativa. I suoi cross sono sempre pericolosi, il problema è chi manca al centro dell’area. Quando non manca nessuno, arriva il gol del 3-2 e prima aveva salvato anche lui in area un’occasione del Parma.

CHUKWUEZE: 6,5 Ha grande voglia, ma non riesce ad incidere con le sue giocate fino al 93′. Al 94′, però, la zampata con la coscia vale 3 punti pesantissimi: nuovo inizio?

ABRAHAM: 6 Meglio di Morata. Porta energia e maggiore presenza in area.

JOVIC: 6 È presente, lotta anche in area di rigore. Peccato per quell’occasione sprecata sulla spizzata di Pavlovic.

 

CONCEICAO: 5,5 – Ci sono tante riflessioni da fare. La prima dev’essere sulla capacità dei suoi di reagire: oramai non è più un caso, la squadra ha un’anima. La seconda è sulle scelte iniziali. A posteriori è facile parlare, ma lo avevamo detto anche prima: era davvero necessario lanciare Fofana dal 1′? La terza: l’approccio della squadra alle partite è ancora un problema che va risolto. Poi ci sarebbero i cambi di Leao e Theo, il nervosismo con Calabria nel finale… 90 minuti che contengono tante cose.

Milan: Strahinja Pavlovic, Ismael Bennacer (Photo Credit Agenzia Fotogramma)
Milan: Strahinja Pavlovic, Ismael Bennacer (Photo Credit Agenzia Fotogramma)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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