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Theo, Kalulu, Maignan (e Giroud?): nuova storia di un Milan che parla francese. Cosa dicono i precedenti

Qualche anno fa si parlava di un Milan che virava verso i giovani italiani, ora la politica è cambiata ed il Milan parla francese sempre più. L’ultimo ribaltone in merito riguarda il portiere titolare che, con Gigio Donnarumma, era una delle ultime pedine nostrane del Diavolo, almeno di quello che dovrebbe comprendere la cosiddetta formazione tipo. Via l’ormai ex portiere rossonero, ecco l’ex estremo difensore del Lille, Mike Maignan. La colonia francese a Milanello, però, potrebbe allargarsi ancora e portare altri transalpini alla corte di Mister Stefano Pioli. Si continua a parlare, infatti, di Olivier Giroud come rinforzo per l’attacco, nonostante le ultime notizie di un suo rinnovo con il Chelsea. I ben informati parlano di una trattativa che va avanti, con l’attaccante della nazionale francese che si libererebbe a zero solo se arrivasse un’opportunità fuori dalla Premier. Giroud, insieme a Theo Hernandez, Pierre Kalulu e Mike Maignan sarebbe il quarto giocatore d’oltralpe a comporre la rosa milanista della prossima stagione, ma il Milan parla francese e gli affari in Francia potrebbero anche non essere finiti qui.

Da Moncada a Elliott, il Milan parla francese e guarda oltralpe

Moncada

Una volta c’era il Milan degli olandesi che tante gioie e soddisfazioni ha regalato ai tifosi rossoneri, così come quello dei primi anni duemila che parlava carioca e si nutriva della fantasia dei brasiliani. Ora, la tendenza vira sempre più verso i francesi con molti affari che si sono concretizzati o si potranno concretizzare oltralpe. D’altronde non è un mistero che l’attuale dirigenza rossonera ha molti legami con la Francia e in società il Milan parla francese. Dai legami economici stretti del fondo Elliott con il Lille, con cui il Milan ha già perfezionato l’affare Maignan e da cui in passato ha acquistato Rafael Leao, girando ai francesi Thiago Djalo, al capo degli osservatori rossoneri, Geoffrey Moncada, uomo chiave del mercato, ma anche della rinascita rossonera. Non è certamente un caso, in tal senso, la visita odierna a Casa Milan del procuratore, Oscar Damiani, che cura gli interessi di molti giovani francesi interessanti, nonché intenditore del calcio d’oltralpe. Non solo Giroud, quindi, a Casa Milan sono sempre con un occhio rivolto verso la Francia e i nomi accostati a vario titolo al Diavolo, tra recente passato, presente e prossimo futuro, (Simakan, Soumaré, Kamara, Camara, Fofana, Koné), ne sono una dimostrazione.

Il Milan parla francese, da Combin a Maignan. Breve storia del Diavolo d’oltralpe  

Milan: Theo Hernandez – Milanpress, robe dell’altro diavolo

L’attuale Milan parla francese e lo fa con le corse scatenate e sfrenate di Theo Hernandez sulla fascia sinistra, la gioventù e la duttilità di Pierre Kalulu e dalla prossima stagione con l’imponenza e i riflessi di Mike Maignan che va a rimpolpare la colonia francese rossonera che aveva appena perso Meité. Ma, come è andata la storia recente e passata dei francesi al Milan? Beh, sicuramente tra alti e bassi, partendo dal vincitore di una Coppa Intercontinentale nella battaglia contro l’Estudiantes, l’attaccante Nestor Combin, autore anche di un gol in quell’iconica partita, passando per i flop Dugarry e Dhorasoo. Poi c’è chi al Milan ha vinto (scudetti o coppe campioni), ma non è riuscito a lasciare il segno, come Gourcuff e N’Gotty. Altri ancora come Papin sono arrivati da campioni, ma non sono riusciti a consacrarsi in rossonero o chi, come Patrick Vieira, ha fatto esattamente il percorso inverso. Ibrahim Ba e Mathieu Flamini hanno scritto pagine importanti della storia rossonera, vincendo anche degli scudetti, ma non saranno ricordati a lungo, mentre i vari Menez, Mexes, Rami e Bakayoko, sono passati in rossonero in periodi bui e non hanno lasciato tracce importanti. Discorso a parte merita sicuramente Marcel Desailly che, senza ombra di dubbio, resta il francese che più ha lasciato il segno a Milano, sponda Milan.

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