Mercoledì sera andrà in scena l’ottava tappa europea dei rossoneri, tappa che potrebbe consegnare la qualificazione diretta agli ottavi dribblando così gli insidiosi playoff. Per farlo Conceiçao e suoi ragazzi dovranno superare la Dinamo Zagabria, avversario alla portata ma che avrà motivazioni a mille. Andiamo dunque ad analizzare passo dopo passo il club croato, che i rossoneri hanno già affrontato un paio di anni fa durante la fase a gironi.
Restando in orbita Champions League, i croati hanno conquistato due soli successi, contro Slovan Bratislava e Salisburgo, due pareggi, entrambi in casa, con Monaco e Celtic e tre sconfitte, tutte pesanti, contro Bayern Monaco, Borussia Dortmund e l’ultima a Londra contro l’Arsenal, subendo complessivamente 15 reti nei tre match. Una squadra, dunque, che di fronte ad un’avversaria qualitativamente superiore mostra difficoltà importanti. Tuttavia gli 8 punti in classifica danno ancora speranze ai biancorossi, che davanti al proprio pubblico avranno un solo risultato per provare a raggiungere i playoff.
Ci proverà con i suoi migliori singoli, come il capocannoniere della stagione Sandro Kulenovic, già a quota 15 reti da punta centrale. Occhio poi a Marco Pjaca, conoscenza del campionato italiano, che tra gol (6) e assist (4) è già in doppia cifra per partecipazione ai gol dello Zagabria e sulla fascia destra potrebbe dar fastidio, considerando tutte le assenze nel ruolo che avrà il Milan. E parlando di assist non possiamo non menzionare un centrocampista interessante, Baturina, che da inizio stagione ha collezionato già 7 passaggi vincenti. Non dovrebbe essere della gara invece Sucic, il talento croato che in queste settimane è accostato con insistenza all’Inter. Sotto lente di ingrandimento, anche se per altri motivi, il terzino destro Ristovski, che è il giocatore con più ammonizioni stagionali (9 in 24 presenze).
Come idea di gioco è ancora difficile e prematuro dare un giudizio su Fabio Cannavaro, arrivato da pochissimo e con solo due partite alle spalle. Quel che è evidente è che la Dinamo Zagabria ha un sistema di gioco molto dinamico e variabile. Durante la stagione ha spesso mischiato le carte sfruttando la duttilità dei propri giocatori. Pjaca, ad esempio, ha spesso giocato sulla fascia sinistra ma all’occorrenza può affiancare in attacco un’altra punta, per dare più peso al reparto. Allo stesso modo Baturina, che nasce trequartista, può anche agire da mezzala in un 433 o defilarsi sulla fascia come esterno atipico. Nell’ultimo match di campionato contro l’Istra si è visto un 4141 mentre in Champions League, contro l’Arsenal, Cannavaro ha schierato una squadra molto più incline al blocco basso e ripartenza, con una difesa a 5 e una linea di 4 centrocampisti a supporto dell’unica punta Kulenovic. Considerando le qualità dei rossoneri, ma anche i punti deboli, non è da escludere che si vada verso uno schieramento simile a quello di Londra. Conceiçao dovrà dunque star vigile ed evitare di andar sotto ancora una volta. Perché se è vero che i croati sono un club modesto, è altrettanto vero che il risultato a loro disposizione è uno solo. E Cannavaro, come detto in conferenza, non ha nulla da perdere.


