Milan-Paratici, non c’è limite alla confusione: prima l’affondo, poi il passo indietro. Il Diavolo sta vivendo l’ennesimo frustrante deja-vu

Eh no, l’inibizione di Fabio Paratici non è emersa solamente nelle ultime ore. Il caso plusvalenze che grava sulla testa dell’ex CFO della Juventus è cosa nota da ormai più di 2 anni: la squalifica è stata imposta il 20 gennaio 2023 e terminerà il 20 luglio 2025.

Se nelle giornate precedenti a quella odierna quasi tutte le principali testate giornalistiche sportive vedevano Paratici ad un passo, anzi, ad una firma dal divenire il nuovo direttore sportivo del Milan, oggi c’è stata la brusca frenata. A pesare, quindi, sarebbe il limite di operatività a lui imposto fino, appunto, al 20 luglio 2025. Ma se tutto era già chiaro sin dall’inizio com’è che si è andati avanti? Dinamiche poco chiare, anzi illeggibili, per andarci leggeri.

DEJA-VU

Queste vicende così intricate e difficilmente comprensibili riportano alla memoria altre due situazioni terminate con lo stesso e identico risultato: la brusca frenata. Ma ciò che è più drammatico è che non si tratta di troppo tempo fa, visto che neanche un anno è passato. Da Lopetegui a Zirkzee: ecco questa sensazione di deja-vu. Sembra quindi che la recidività ai piani alti di Casa Milan vada di moda.

Torniamo un attimo indietro nel tempo di qualche mese. Metà aprile 2024, il Milan si convince con forza di ingaggiare Julen Lopetegui come prossimo allenatore rossonero, che andrà a sostituire l’uscente Stefano Pioli. La trattativa sembra essere entrata nel vivo, filtra ottimismo tra le parti. Nelle due settimane seguenti all’uscita della notizia il tifo rossonero però si rivolta: il tecnico spagnolo è considerato “mediocre” e non all’altezza della pregiata panchina milanista, non sarà accettato di buon grado.

Milan-Genoa: la protesta della Curva Sud - MilanPress, robe dell'altro diavolo
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“Tutto nasce da una mancata chiarezza nelle idee. La trattativa avanza bene, poi si ferma di botto” aveva spiegato il diretto interessato ad un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport giusto qualche mese fa. Si decide quindi di virare verso Fonseca, altro nome non accolto con fiducia dal tifo rossonero, ma in quel caso la società decide di andare per la sua strada. Il resto è storia nota.

Si va avanti di un mese: giugno 2024. In questo caso il protagonista della vicenda è Joshua Zirkzee. Il Milan lo voleva, e a giugno c’era l’accordo con il calciatore olandese e la volontà di pagare la sua clausola di rescissione. L’ostacolo? Le commissioni dell’agente Kia, la dirigenza riteneva troppo alta la sua richiesta di 15 milioni, richiesta – tra l’altro – ben nota da mesi. Passa un altro mese e la vicenda va per le lunghe. I rossoneri frenano dopo due mesi di contatti diretti e trattative e si decide che l’olandese non arriverà per via della richiesta troppo alta di commissioni. Zirkzee dopo qualche giorno viene ufficializzato dal Manchester United.

RECIDIVITÁ PREOCCUPANTE

E rieccoci, quindi, al presente. Dove non è cambiato assolutamente nulla. Settimane di trattative e di incontri con Paratici, per poi arrivare – con due anni di ritardo – alla conclusione che, effettivamente, la sua inibizione fino al 20 luglio potrebbe creare dei problemi.

Tre situazioni di una similitudine disarmante accadute nell’arco degli ultimi 365 giorni, tre errori dove sembra che nulla sia stato imparato. Eppure l’antico proverbio latino “Errando discitur” insegna che “Sbagliando si impara“. In questo caso sembra invece si stia continuando a perseverare e, ricollegandoci ancora al latino, viene in mente un altro detto: “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum“. A voi la traduzione.

Adesso l’ambiente rossonero è ferito e amareggiato, con queste vicende che certo non aiutano a cambiare la percezione. In fondo non si chiede tanto: chiarezza e unione di intenti, necessari per il bene di tutti. Al momento però non si vede ne la chiarezza, ne tantomeno l’unione di intenti. E le dichiarazioni di Furlani dove – a SportMediaset – afferma che “rimarrà comunque l’idea di un gruppo di lavoro“, non aiutano certo a far smettere di piovere…

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Milan: Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada, Zlatan Ibrahimovic – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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