Dopo la netta vittoria sul Lecce in Coppa Italia, il Milan torna a concentrarsi sul campionato: domani sera a San Siro arriva il Napoli di Antonio Conte, in una sfida che profuma già di alta classifica. I rossoneri, reduci da un avvio stentato e segnato dal pesante ko con la Cremonese, hanno saputo invertire la rotta trovando compattezza e continuità. Tre successi consecutivi in Serie A senza subire gol raccontano di una squadra che ha ritrovato equilibrio e identità.
È presto per lanciarsi in proclami, ma l’inversione di tendenza rispetto alla passata stagione è evidente. Un cambio di passo in cui il peso di Massimiliano Allegri si è rivelato decisivo: il tecnico toscano ha saputo ricompattare un gruppo che fino a pochi mesi fa sembrava smarrito e privo di coesione.
Dopo la squalifica rimediata contro il Bologna e quella scontata in Coppa Italia con il Lecce, Allegri è pronto a tornare in panchina, lasciata per ben tre gare su sei al vice Marco Landucci. La sua presenza a bordocampo è un valore aggiunto: al di là degli episodi “spettacolari” – come il celebre lancio della giacca – il tecnico rappresenta per la squadra un punto di riferimento, capace di trasmettere leadership e serenità. La sua esuberanza, infatti, è il riflesso di un allenatore sempre vigile, attento a mantenere alta la concentrazione e a non lasciare nulla al caso.
L’esperienza e il carisma di Allegri, insieme agli innesti di giocatori come Modric e Rabiot, stanno permettendo al Milan di compiere un salto di qualità soprattutto nella gestione dei momenti chiave delle partite. Quello che in passato era il vero tallone d’Achille rossonero, ovvero la celebre frase post Cremonese relativa alla “mancanza della percezione del pericolo” oggi sembra un concetto superato. Proprio quella frase pronunciata dal tecnico dopo il ko con la Cremonese è diventata un mantra: riconoscere il pericolo, affrontarlo e trasformarlo in solidità. È la nuova identità del Milan, guidata dal suo allenatore direttamente dalla panchina.
La sfida con il Napoli sarà anche un confronto diretto tra due tecnici del calibro di Conte e Allegri: due leader capaci di incidere profondamente sullo spogliatoio e di spostare gli equilibri dalla propria parte. Un duello che potrebbe dire molto sul futuro delle rispettive squadre.


