La stagione 2025/26 si è conclusa per il Milan con un fallimento netto e inequivocabile. Quinto posto in Serie A dopo la sconfitta casalinga contro il Cagliari, addio alla Champions League e obiettivi mancati su tutta la linea. La proprietà RedBird, attraverso Gerry Cardinale, ha deciso per la rivoluzione: via Massimiliano Allegri dalla guida tecnica, via Giorgio Furlani da CEO, Igli Tare da direttore sportivo e Geoffrey Moncada da direttore tecnico. Un esonero collettivo che segna la fine di un ciclo deludente, che ha portato solo a spaccature interne, e a nessun risultato sportivo.
Ora il club deve ricostruire dalle fondamenta. Sul tavolo ci sono numerosi candidati per la panchina – tra cui Andoni Iraola come favorito – e per i ruoli dirigenziali, con Rangnick nome forte delle ultime ore. Zlatan Ibrahimovic, rimasto al suo posto come advisor di peso, e il proprietario Cardinale hanno la responsabilità di tracciare una rotta chiara. Non ci si può far trascinare dalle mode del mercato, dai nomi altisonanti o dalle pressioni esterne: servono idee precise, coerenza e un progetto a medio-lungo termine. La rosa attuale è piena di punti interrogativi. Diversi calciatori potrebbero chiedere la cessione, altri che hanno deluso nelle ultime stagioni rischiano di essere messi sul mercato per fare spazio e rientrare nei parametri finanziari. In questo contesto, perché non osare un reset generazionale?
La storia recente del Milan insegna che ripartire dai giovani funziona. Nel biennio 2019/20-2020/21, con un gruppo under 25 pieno di futuribili (Tonali, Theo Hernandez, Leao, Brahim, Saelemaekers e tanti altri), si sono gettate le basi per lo Scudetto 2021/22. Un’identità precisa, fame, sostenibilità economica e crescita collettiva: una formula ambiziosa e vincente. Oggi servirebbe lo stesso coraggio: puntare su talenti sotto i 25 anni, con alto potenziale e margini di plusvalenza, senza rinunciare all’esperienza di leader consolidati come Matteo Gabbia, Mike Maignan e Adrien Rabiot. Sperando, inoltre, nella permanenza di un campione senza età come Luka Modric, che potrebbe garantire qualità e mentalità vincente al gruppo.
Il Milan ha una storia gloriosa e una piazza che merita di tornare grande. Il momento è difficile, ma anche ricco di opportunità. Cardinale e Ibrahimovic devono scegliere con lucidità: un progetto giovane, ambizioso e strutturato può riportare i rossoneri ad essere una società viva, che emoziona e trascina. Non reazioni emotive, ma visione.



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