Si sta forse dando (troppo) poco peso alle parole che Massimiliano Allegri ha pronunciato nel post partita di Lecce–Milan, a DAZN: “Per mia esperienza, da quando ho iniziato ad allenare, difficilmente ho iniziato con un modulo e ho finito con un altro“. Il tutto a riguardo della possibilità di una variazione di modulo.
Il tecnico toscano ha iniziato la sua seconda avventura in rossonero con la predisposizione tattica del 3-5-2, priorità? Subire meno gol. Durante la pre season però, difficilmente il modulo restava tale, perché spesso si trasformava in un 4-2-3-1 o 4-3-3. Ora, con le cessioni di Musah e Jimenez si crea un ulteriore problema per lo schieramento a 5, chi mettere? Estupinan a sinistra e Saelemaekers a destra sono delle opzioni, ma i loro sostituti? Anche se dovesse arrivare Rabiot al posto di Musah, si parla di tutt’altro tipo di centrocampista.
Inoltre, difficilmente due giocatori insostituibili come Leao e Pulisic potrebbero essere snaturati così tanto da finire a giocare come punta e seconda punta, quindi qualcosa non torna. È chiaro che Allegri ci stia lavorando e ci stia mettendo tutto quello che può, ma palesa una confusione pazzesca.
L’unica soluzione logica – con questi giocatori a disposizione – è quella di tornare al vecchio 4-3-3 e stabilizzarsi su quello, ma ora a poche ore dalla chiusura del mercato viene molto difficile comprendere le possibili dinamiche. C’è tanta, troppa, confusione e tutte queste cessioni non stanno aiutando il consolidamento della squadra. Allegri ha iniziato la stagione a luglio con un tot di giocatori, e ora la metà di quelli con cui ha lavorato si trovano da tutt’altra parte che a Milanello.
La dirigenza sembra non stia aiutando troppo Max, ma bisogna anche capire quanto ci sia la sua mano in queste decisioni, perché a occhio e croce non c’è tanta logica. Il 2-0 di Lecce non convince troppo, se non per occasioni create e pericolosità offensiva, la difesa – nonostante non siano stati subiti gol – sembra sempre si possa frantumare da un momento all’altro. L’arrivo di un difensore esperto e leader poteva certamente aiutare a dare un pò più di sicurezza, ma sembra sempre più difficile che ciò possa accadere.
Da tre anni – almeno – si continua a parlare di confusione, e quella presente ai piani alti di via Aldo Rossi è direttamente riflessa in campo e, per ora, anche in panchina, nonostante l’esperienza di un vincente come Allegri. Certo, il mercato ancora aperto sicuramente non aiuta, avrebbe però aiutato essere tutti sulla stessa linea di pensiero, cosa che apparentemente non è così.
Insomma, i tifosi rossoneri si devono aspettare l’ennesima stagione nelle montagne russe? Perché ad occhio e croce sono tutti stanchi di sentire parole buttate al vento e assistere a tutt’altra realtà. Il mercato si sta per chiudere, volente o nolente la squadra è questa, va riconquistato almeno il posto in Champions League, e ora sembra ancora così lontano…


