A margine della conferenza stampa di presentazione di Sandro Tonali, Paolo Maldini ha voluto porre l’accento sulla partita fondamentale di giovedì, valevole per il secondo turno preliminare di Europa League.
Il dirigente rossonero ha messo in guardia la squadra, affermando la sua preoccupazione data dalle numerose assenze che colpiranno la banda di mister Pioli. Si tratta di pura pretattica o vera preoccupazione?

Primo allarme: assenze pesanti
Sono tante le defezioni in casa Milan in vista della trasferta irlandese. In primis mancherà capitan Romagnoli al centro della difesa, che non ha ancora recuperato dall’infortunio che lo ha fermato nella partita con il Sassuolo del luglio scorso. Un’altra assenza che si farà sentire è quella di Ante Rebic, che dovrà scontare una squalifica di 3 giornate in campo europeo. Ciò significa che il croato salterà in ogni caso tutti i turni preliminari, che potrebbero portare il Milan ai gironi di Europa League.
Mancheranno anche Andrea Conti e Rafael Leao, entrambi alle prese con i rispettivi infortuni. Essi si vanno ad aggiungere a Mateo Musacchio, già lontano dai campi da diverso tempo.
Chi cercherà a tutti i costi di esserci è Zlatan Ibrahimovic, anch’egli alle prese con una contusione che sembra però alle spalle. L’attaccante svedese dovrebbe occupare il suo posto al centro dell’attacco rossonero, pronto a trasformare in oro i palloni che gli verranno recapitati.

Secondo allarme: la condizione degli avversari
La pandemia, oltre ad aver sconvolto il mondo intero, ha rivoluzionato anche i calendari del panorama calcistico. È questo il caso della Premier Division, maggiore campionato irlandese, che ha riaperto i battenti il 31 luglio. Si è ripartiti dalla 6a delle 18 giornate di campionato in programma. Da quel momento le più forti compagini irlandesi hanno giocato continuativamente, con una sola sosta di una decina di giorni al termine del mese di agosto.
Cosa può significare tutto questo per il Milan? Per prima cosa ci sarà da tenere conto della migliore condizione fisica dello Shamrock Rovers, in quanto i rossoneri hanno ripreso gli allenamenti solamente il 25 agosto, a causa del protrarsi della stagione passata. Altro particolare da tenere d’occhio è la forma della squadra irlandese, prima nel campionato con un vantaggio sulla seconda di ben 8 punti, dopo solo 11 giornate. Dalla ripartenza, la squadra allenata da Stephen Bradley non ha mai perso, 4 vittorie e 2 pareggi.
Cosa aspettarsi dalla partita
Il Milan viene da quattro amichevoli giocate contro compagini di categoria inferiore, che hanno messo minuti nelle gambe agli uomini di Stefano Pioli. Nell’ultima uscita contro il Brescia, il tecnico emiliano ha provato, a grandi linee, quella che potrebbe essere la formazione titolare da schierare contro lo Shamrock Rovers. Donnarumma in porta, Calabria e Theo Hernandez sugli esterni, Kjaer e Gabbia al centro della difesa; in mezzo al campo la cerniera mediana composta da Kessié e Bennacer; sulla trequarti il trio Castillejo, Calhanoglu, Saelemaekers (insidiato da Brahim Diaz); punta centrale è stato provato Lorenzo Colombo, ma con il ritorno di Ibrahimovic il centravanti italiano si siederà in panchina, pronto a subentrare a gara in corso.
Lo Shamrock Rovers potrebbe schierarsi con un 3-4-2-1, in linea con quanto provato nella partita vinta 0-3 contro il Cork City nel weekend. Da tenere d’occhio la punta Aaron Greene, autore di una doppietta nell’ultimo match.
Sarà interessante vedere che tattica utilizzerà la squadra di Bradley, se offrirà un pressing alto come fatto contro il Cork City, oppure si chiuderà in difesa e cercherà di sfruttare le ripartenze con i suoi uomini offensivi, che oltre al centravanti potrebbero essere Graham Burke e Jack Byrne.

Di certo nelle parole di Paolo Maldini un minimo di preoccupazione ci sarà stata davvero, ma si può pensare che sia stato un gesto atto a tenere alta la soglia di attenzione della squadra rossonera, che non deve sottovalutare una partita da dentro o fuori come quella di giovedì a Dublino.

