Non è un momento facile quello che sta vivendo Rafael Leao. Il talento portoghese è destinato, questa sera a Monza, alla quarta panchina in tredici partite ufficiali tra campionato e Champions. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport evidenzia come, dopo la sosta di ottobre, Rafa è stato novanta minuti in panchina con l’Udinese, ha giocato la prima ora con il Bruges e gli ultimi ventotto minuti con il Napoli. Considerato che se si fosse giocato a Bologna non sarebbe stato titolare e che anche stasera guarderà inizialmente il match dalla panchina, secondo la Rosea è corretto dire che l’attaccante è diventato una seconda scelta, nonostante sia il calciatore più pagato della rosa ed indossi la maglia numero 10.
In questo momento, Fonseca si aspetta da Leao cose che quest’ultimo non riesce ad assicurargli. Non parliamo di gol, assist o accelerazioni, ma di pressione, sacrificio in fase difensiva e corsa per chiudere gli spazi. Il tecnico gli ha spiegato in allenamento e al video quello che si aspetta, ma evidentemente il lavoro senza palla per ora non rientra nel DNA di Leao. Fonseca e lo staff tecnico non contestano una mancanza di impegno, ma i dati del GPS non mentono: l’intensità che il portoghese esprime in fase difensiva è minore rispetto a quella dei compagni. Ecco perché gioca Okafor, ieri provato al suo posto: lo svizzero interpreta le due fasi con piùcontinuità. Se Leao iniziasse a spremersi di più, le gerarchie tornerebbero quelle della scorsa stagione con Pioli, quando il portoghese era titolare e mai in discussione.
Per il momento, però, Leao non sembra aver recepito l’input e l’allenatore non è intenzionato a modificare il suo calcio : per la Gazzetta siamo al braccio di ferro. Fonseca ha parlato con il giocatore più volte, poi è toccato alla società analizzare la situazione sia con il ragazzo (lo ha fatto Ibrahimovic, utilizzando per spronarlo toni… alla Ibra) sia con il suo entourage. Il padre e le altre persone che lavorano per Rafa sanno che è considerato un patrimonio del club, ma l’ad Furlani ha spiegato che le scelte tecniche sono di competenza dell’allenatore. Facile intuire quale sia lo stato d’animo del calciatore, neppure Fonseca è felice, ma non vuole fare passi indietro sotto l’aspetto delle richieste al suo connazionale perché perderebbe credibilità nei confronti del gruppo.


