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Milan: lavori in corso, ma con sentimento. E con quel dirigente-capitano…

Il Milan è un abito da sera: la taglia è su misura, e non sta bene a tutti. Pochi (ottimi) modelli negli ultimi anni hanno avuto la fortuna di sfilare nella passerella di San Siro, ed un gruppo ancora più ristretto ha fatto suo il red carpet, quello dello scudetto. Ma ora basta con le metafore. Più che eleganza i grandi critici hanno osservato la luce nei volti dei nuovi campioni d’Italia: c’era chi si è innamorato in quel momento del Milan, chi ha rinnovato le fedi, mostrando ancora più passione, e chi ha lasciato, con un saluto militare sulla fronte e con un cuore in lacrime dentro.

La passione è il motore del calcio: il tifoso lo ha capito e ce l’ha nel sangue, il calciatore… lo sta capendo. Almeno, quelli del Milan hanno iniziato a tifare Milan. Sembra qualcosa di scontato, ma la differenza la si nota, per allontanarci dalla rosa attuale, nei Nigel De Jong e non: l’ex numero 34 tutt’oggi potrebbe benissimo rappresentare la curva ultras, mandando ancora nei vari social cuori rossoneri e commentando i post della squadra, incoraggiando e motivando i compagni mai stati. Chi invece nell’ultimo decennio giocava per sè stesso, pensando al Milan come un punto di partenza e non come un punto di arrivo, è stato scordato.

Questo è ciò che porta una squadra a vincere: la passione. Il Milan, tutto sommato, ad oggi non è una delle squadre più forti d’Europa, però in Champions League Salisburgo e Dinamo Zagabria hanno parlato del club come una squadra più temibile del Chelsea, anche se i soldi della Premier League creano un abisso nel mercato. Eppure, piano piano, i giocatori iniziano a chiedersi se un futuro a Milanello andrebbe escluso a prescindere. Anzi, Paolo Maldini, che di Milan ne sa, ha collezionato un’incredibile striscia di rinnovi, consapevoli che l’amore di San Siro rimanga dentro.

Anni fa era inimmaginabile pensare ad un Tomori che lasciasse il Chelsea campione d’Europa per tornare definitivamente al Milan, che non vinceva da anni. O ad un Tonali che sputerebbe sangue per arrivare alla seconda stella. O, infine, ad un Ibrahimovic fuori dal calcio giocato ma ancora più dentro lo spogliatoio rossonero: dopo aver divorziato con una decina di squadre, forse lo svedese ha capito chi ama davvero. E ci sta che qualcuno voglia provare nuove esperienze come Kessiè: l’ex Presidente di Milanello è stato salutato con affetto. Non ci sta che per qualche soldino in più la passione tanto dichiarata svanisca. Ci sono i Franco Baresi che firmano il rinnovo in bianco, senza una cifra stabilita, ed altri nomi che difficilmente verranno scritti ancora su questo sito. E pare che a scrivere la storia del calcio siano i membri appartenenti al primo gruppo, quelli che danno tutto, e non il secondo.

L’apporto che ha dato Paolo Maldini è stato fondamentale. Portare il tifo del Milan come primo requisito per entrare a Milanello è stata una furbata, riportando la chiesa al centro del villaggio: se non hai davvero voglia, neanche noi ne abbiamo nei tuoi confronti. Ed ecco le videochiamate di Florenzi per Maldini (“Riscattami Paolo!“), De Ketelaere che preferisce conoscere il mito che i soldi del Leeds, Giroud che parla dell’uomo come se fosse ancora un idolo e non un collega. Elementi fondamentali che condivide anche Gerry Cardinale, che ha deciso: non ci saranno sprechi economici, si punterà al miglior risultato possibile seguendo la linea Milan, che ormai ha fatto scuola.

E pensare che il Milan non ha ancora aperto un ciclo. Ci sono lavori in corso per puntare a riportare il club 7 volte campione d’Europa nei posti in cui merita, ma non è più un obiettivo lontano se si ha voglia di fare. E, rimanendo al red carpet di prima, c’è da far vedere ai ragazzi di Milanello il film: “Stavamo bene insieme“. Potrebbe essere un input, uno stimolo. E magari, tra qualche anno potremmo assistere ad una passerella di stelle in Leao, Maignan, Bennacer, Theo, Kalulu… per assistere ad una seconda (vincente) parte della pellicola, stavolta targata Stefano Pioli.

Milan: Gerry Cardinale, Ivan Gazidis, Paolo Maldini, Paolo Scaroni (Photo by AC Milan/AC Milan via Getty Images)
Milan: Gerry Cardinale, Ivan Gazidis, Paolo Maldini, Paolo Scaroni (Photo by AC Milan/AC Milan via Getty Images)

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