lunedì, Giugno 27, 2022

Kjaer ripercorre il 2021 in 10 immagini, tra Nazionale e Milan: “Un anno unico con alti e bassi folli”

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Simon Kjaer ha rilasciato una bellissima intervista ai microfoni di TV2, canale televisivo danese, nella quale ripercorre attraverso 10 immagini il suo 2021. Ecco la versione integrale.

È stato un anno selvaggio e unico con alti e bassi folli. Il 2021 me lo ricorderò per sempre e ricoprirà una parte sostanziosa quando dovrò raccontare ai miei nipoti la mia carriera. Tra i lati positivi, il 2021 – proprio come lo è stato il 2020 – è stato un viaggio fantastico per me sia con la Nazionale che con il Milan. Questi sono i due anni in cui io stesso ho giocato al meglio in tutta la mia carriera. Ho avuto l’onore di contribuire a riportare il Milan ai vertici della Serie A e riportare un club iconico in Champions League, il posto a cui appartiene. E poi con la Nazionale ho aiutato a portarci fino alle semifinali del Campionato Europeo e a qualificarci in modo assolutamente superbo per la Coppa del Mondo del prossimo anno.
Il lato negativo è il terribile incidente con Christian durante i Campionati Europei, il peggiore che abbia mai vissuto“.

Il malore di Christian Eriksen durante la sfida contro la Finlandia del 12 giugno: “Quel momento non può essere descritto, nemmeno con parole come ‘terribile’ e ‘incomprensibile’. Quelle parole non bastano per niente, non c’erano pensieri dietro le mie azioni. È stato istintivo. Abbiamo fatto tutti il ​​possibile per aiutare. Un terribile, terribile momento. La cosa più importante per me è che Christian ora stia bene“.

La prima partita dopo il malore avuto da Eriksen, quella contro il Belgio del 17 giugno: “Ci sono sempre molte emozioni coinvolte in quel momento. E ancora di più per quello che era successo a Christian pochi giorni prima contro la Finlandia. Ma non è stata solo la partita contro il Belgio, ma anche le successive partite nazionali che sono state molto difficili da affrontare proprio durante l’inno nazionale. È sempre bello stare in piedi e cantare lì per il tuo paese – e con il tuo paese. E ha quasi significato ancora di più per me come leader negli ultimi cinque anni. Ma questa volta era difficile, molto difficile“.

La festa dopo la vittoria contro la Russia che garantì gli ottavi di finale dell’Europeo: “Un riscatto e una grande gioia insieme e con tutti i tifosi allo stadio. Quella vittoria non solo ci ha fatto andare avanti, ma ci ha anche dato una sorta di spazio libero, dopo tutto quello che avevamo passato. Abbiamo potuto concentrarci di nuovo sul calcio e dare quell’energia anche nelle partite successive“.

L’estate calcistica della Danimarca: “In realtà non credo che la gente capisca appieno quanto sia importante per noi in Nazionale. Siamo così profondamente grati e faremo di tutto per restituire l’amore e il sostegno alle persone. È stata la partita contro la Finlandia e quello che è successo dopo agli Europei a fare da catalizzatore. Abbiamo vissuto il momento più terribile insieme alla Danimarca e poi abbiamo vissuto il più incredibile insieme alla Danimarca“.

Kasper Schmeichel che lo consola dopo la sconfitta in semifinale contro l’Inghilterra del 7 luglio: “Proprio in quel momento ero solo sopraffatto dalla fatica, dalla stanchezza, dalle emozioni e dalla dura consapevolezza che ormai era finita. Ancora oggi sono infastidito dal calcio di rigore in semifinale che ci ha fatto uscire. E sarò sempre dispiaciuto per non essere arrivato in finale. Abbiamo la migliore nazionale in questo momento di tutti gli anni nei quali ho fatto parte di questa selezione. Non c’è dubbio. E credo che possiamo costruire e migliorare ancora“.

La festa dopo la vittoria contro l’Austria del 12 ottobre che ha sancito la qualificazione ai prossimi Mondiali: “Un grande momento, dopo tutto quello che abbiamo passato quest’anno. Una qualificazione che abbiamo portato a casa perfettamente – e la prima qualificazione con Kasper (Hjulmand, ndr). C’era gioia, buon umore e orgoglio. Mi aspetto molto da noi al Mondiale. Abbiamo molte qualità, quindi penso che possiamo andare lontano“.

Il suo rinnovo di contratto col Milan dello scorso 27 ottobre: “Il Milan è il club nel quale mi sono sentito più a mio agio. Il posto in cui il mio ruolo dentro e fuori dal campo mi si addice di più. Stiamo facendo bene nella rosa dei giocatori e ricevo molta fiducia dall’allenatore, molto supporto dai tifosi. La famiglia sta bene, Milano è una città fantastica e sin dai primi anni della mia carriera ho sognato di giocare per questo club. Già a Palermo avevo detto al mio agente che un giorno avrei giocato nel Milan. I pezzi per me sono andati a posto con il trasferimento di due anni fa. Mi hanno scelto per un ruolo da leader in una squadra giovane e abbiamo riportato il club ai vertici del calcio italiano e di nuovo in Champions League dopo tanti anni di assenza. E personalmente, probabilmente dal primo giorno ho giocato il miglior calcio della mia carriera“.

La premiazione per la presenza numero 100 in Nazionale prima della gara contro le Isole Faroe dello scorso 12 novembre: “100 partite internazionali sono una pietra miliare. Un traguardo che ho raggiunto con Christian a Wembley nel 2020 e che mi è piaciuto molto con la squadra. Sono orgoglioso e grato per questo, perché so benissimo che c’erano solo pochi giocatori prima di me nella storia della nazionale che avevano raggiunto le 100 presenze. Potresti avere un sogno da ragazzo sulla squadra nazionale, ma non sogni di poter giocare 119 partite nazionali, cosa che sto facendo ora. È un privilegio e incredibilmente speciale“.

I riconoscimenti dei quali è stato insignito (18° nella classifica del Pallone d’Oro, UEFA President’s Award, Gentleman of the Year nel Milan e il Premio Gaetano Scirea): “Non mi piace essere concentrato su me stesso, perché il calcio è in questo senso uno sport di squadra. Ma devo ammettere che per me è stato un grande onore essere tra i 30 candidati al Pallone d’Oro e finire 18°. Ma anche per tutto il lavoro che ho messo nella mia carriera. E sono molto orgoglioso dei premi che ho ricevuto. Tornerò ancora meglio“.

L’infortunio al legamento crociato nella gara del 1 dicembre contro il Genoa: “Sfortunatamente, finisco l’anno con un grave infortunio al ginocchio. È il primo di questo genere nella mia carriera, ed è dura, certo, ma fa anche parte del calcio. E ora che è successo, tornerò – forse un po’ cliché, ma vero – ancora più forte di prima. E nei miei prossimi sei mesi lavorerò per questo“.

Milan: Simon Kjaer
Milan: Simon Kjaer – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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