Un incontro importante per San Siro, vedremo nei prossimi mesi se decisivo. Ieri a Roma c’erano proprio tutti: Paolo Scaroni (Milan) e David Castelblanco (RedBird), Alessandro Antonello (Inter) e Katherine Ralph-Alejandro Cano (Oaktree), il sindaco di Milano Sala, la soprintendente per Milano Emanuela Carpani, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il ministro dello Sport Andrea Abodi.
Il punto focale riguardava il vincolo sul secondo anello per cui la Soprintendenza aveva già dato il suo ok per mantenerne solo una parte, inglobata nel progetto di riqualificazione dell’area: ora c’è anche l’ok del ministro Giuli, come scrive oggi il Corriere della Sera. Ciò che è mancato è la valutazione dell’Agenzia delle Entrate sul prezzo d’acquisto dell’area. La benedizione del Governo sul progetto è però un passo in avanti importante, soprattutto alla luce dei pareri contrari avuti in passato. Prossimo passo per i club? Ripresentare un progetto, assolvendo alle conclusioni uscite dal dibattito pubblico del 2022 e accettare la vendita al posto del diritto di superficie come invece era previsto nel vecchio progetto del 2019 per far indire poi la gara di vendita dell’area da parte del Comune.
Ostacoli? Sicuramente il fronte dei comitati dei cittadini, degli ambientalisti e dei rappresentanti del partito del no all’interno del Consiglio comunale, i quali chiedono che la decisione sia presa internamente secondo la Repubblica. I tempi. L’ok alla soluzione non arriverà prima della primavera 2025, poi passerà un anno per la progettazione in dettaglio, andando quindi oltre la cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026: l’ipotesi di completamento dei lavori per San Siro è per il 2029/30.


