I derby della Madonnina più iconici a strisce rossonere: ve li ricordate tutti? Nell’avvicinamento a Milan-Inter, semifinale di Champions League, vi raccontiamo le otto sfide memorabili.
Il profumo della stracittadina, quella dai ricordi sbiaditi, con il bianco e nero a far da contorno a vittorie, sconfitte, sorrisi e pianti. E se il nastro viene riavvolto, come per magia, l’atmosfera di quel 3 luglio 1977 ricorda per certi versi un almanacco fatto di nomi a noi spesso distanti.
Finì 2-0 per il Milan, a segno andarono Aldo Maldera e Giorgio Braglia, due che non hanno lasciato ricordi indelebili in maglia rossonera (soprattutto il secondo). Curiosamente fu quella l’ultima partita in panchina e in campo per due idoli come Nereo Rocco (sponda Milan) e Sandro Mazzola (sponda Inter), che si congedò dal campo citando Dante e la Divina Commedia.
Una domenica diversa, lontana anni luce da quello che è l’approccio di oggi, con le radioline unica valvola di sfogo per il tifoso costretto a casa senza pay tv e a dover aspettare di vedere la sintesi della partita solo ore dopo. Sarebbe da spiegare ai giovani di oggi, anche, chi erano Giovanni Leone (presidente della Repubblica Italiana) e Giulio Andreotti (a capo del Consiglio); che in quel periodo alla radio si ascoltavano Rocky di Maynard Ferguson e Amarsi un po’ di Lucio Battisti. E che se amavi i videogame probabilmente giocavi a Surround o Indy 500, come faceva il 15enne di allora Tom Cruise.
Era il 3 luglio 1977. Sei anni prima era morto Jim Morrison – un mostro sacro della musica mondiale – e nello stesso giorno il Milan si aggiudicava l’unico derby in finale di Coppa Italia vissuto tra le due squadre milanesi fino a quel momento. Un piccolo barlume di felicità in una stagione molto cupa per i colori rossoneri, condita da un anonimo decimo posto in campionato, chiuso con tre soli punti di vantaggio sulla zona retrocessione oltretutto, con un cambio in panchina maturato a metà strada (Nereo Rocco subentrò a Giuseppe Marchioro alla sedicesima giornata) e un bomber, Egidio Calloni, capace di chiudere la stagione come miglior marcatore rossonero con appena cinque reti in Serie A (ma ben sei in Coppa Italia). Altri nomi, altri tempi, un’altra atmosfera: tutta in bianco e nero.


